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Vabbing, vi spieghiamo cos’è e se funziona


Vabbing, vi spieghiamo cos’è e se funziona davvero.

Che ci sia un nesso tra i profumi e feromoni è un fatto abbastanza assodato. Ed è quindi da tempo che l’industria delle fragranze si ingegna a creare dei bouquet che contengano delle sostanze chimiche che agiscano come i feromoni, scatenando quindi delle reazioni chimiche all’interno del cervello attraverso l’ipotalamo, tali da aumentare il potere di seduzione di chi li indossa.

Conferme scientifiche a parte, che il profumo inneschi delle reazioni psico-chimiche importanti sia su chi lo indossa sia su chi lo percepisce, è un fatto assodato: il meccanismo neurocettivo che scatena l’entrare in contatto con una fragranza è un viaggio psichedelico nelle sensazioni, nei ricordi e nelle emozioni che ha mille risvolti diversi, anche sessuali. 

Ma il vabbing è un’evoluzione più articolata di questo discorso. Chiariamo subito di cosa si tratta: vabbing è la crasi di vagina + dabbing e sta ad indicare il gesto di usare i propri fluidi vaginali per profumarsi. Non parliamo quindi di una fragranza fatta e finita al quale è stata aggiunta una nota olfattiva che ricrea l’odore in questione. Diciamo che è una metodica fai-da-te di utilizzo delle “proprie risorse intime” a scopi olfattivi. 

Il fatto è che su TikTok il vabbing è esploso in maniera virale. A dire proprio il vero non è una pratica nuovissima. La citava già un personaggio del romanzo di Tom Robbins del 1976 “Even Cowgirls Get the Blues”: la cowgirl lesbica Bonanza Jellybean dopo aver spiegato per filo e per segno come recuperare e sfruttare le proprie secrezioni vaginali, assicurava che “gli uomini ne sono attratti, ve lo garantisco”. 

La parola vabbing viene poi coniata successivamente, nel 2018, in un episodio di “The Secret Keepers Club”, un podcast delle comiche Carly Aquilino ed Emma Willmann. Da qui poi se ne è continuato a parlare e sono intervenuti anche sessuologi e sessuologhe che hanno avvalorato la pratica e sostenuto la fondatezza del vabbing per incrementare il potere seduttivo. 

E non si può non citare la candela This Smells like my vagina che Gwyneth Paltrow ha lanciato nel gennaio del 2020 andata sold out nel giro di poche ore dal lancio. “It’s amazing to be a woman”, aveva detto raggiante Gwyneth senza dare ulteriori spiegazioni sul perché avesse deciso di fare una candela proprio con quell’aroma specifico. Ma la candela in questione, oltre ad avere un successo clamoroso al suo debutto ha avuto degli spin off altrettanto fortunati con la versione successiva This Smells like my Orgasm e, quella creata in collaborazione con  Kourtney Kardashian This Smells Like My Pooshy Candle.



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