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Santo Versace, il libro sulla morte del fratello Gianni


Due facce della stessa medaglia, come un Giano Bifronte, per rimanere in tema con la classicità tanto amata dalla maison della Medusa. Erano questo Santo e Gianni Versace, anima razionale e mente creativa di una casa di moda di successo, che dal suo debutto con la prima collezione donna nel 1978 conquistò il mercato rivaleggiando con il già grande Giorgio Armani. “Avevamo due anni di differenza, ma sembrava che tra di noi ci fossero due generazioni. Lui un eterno bambino, talento creativo puro, io il saggio posato” racconta in un’intervista al Corriere della Sera Santo, autore del libro Fratelli. Una famiglia italiana, edito da Rizzoli, in cui narra il suo rapporto con lo stilista, la cui scomparsa ha rappresentato per lui un punto di non ritorno. Un trauma per anni insanabile che solo con questa pubblicazione è riuscito ad esorcizzare.

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Gianni e Santo Versace in uno scatto insieme.

Penske MediaGetty Images

A 25 anni dalla sua scomparsa in “quel maledetto 15 luglio 1997, quando mio fratello Gianni venne assassinato fuori dalla casa a South Beach”, Santo Versace riversa in uno scritto autobiografico tutti i ricordi di una vita passata insieme e drammaticamente spezzata. L’uomo e il brand, il fratello e l’impero della moda: c’è spazio per entrambe le anime in questo memoir che l’autore definisce “un atto di amore nei suoi confronti”, una terapia catartica che è riuscito a intraprendere solo grazie alla vicinanza della sua seconda moglie Francesca De Stefano, l’avvocatessa 55enne con cui convolerà a nozze religiose – quelle civili sono avvenute nel 2014 – a Roma, il prossimo 8 luglio. “Con mia moglie – rivela Santo ad Ansa – siamo insieme da 18 anni. Sin dall’inizio lei ha compreso le ferite che sanguinavano nella mia anima. Mi ha preso per mano e mi ha accompagnato in un percorso di rinascita. Lei è l’Amore con la maiuscola. Grazie a lei sono rinato”.

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Gianni Versace tra le sue modelle.

Andrew StawickiGetty Images

Un sentimento di caratura simile, anche se di natura diversa, a quello che lo ha sempre legato al fratello Gianni, per aiutare il quale nel 1976 lasciò Reggio Calabria per raggiungerlo a Milano dove insieme avrebbero realizzato il suo sogno. “Investimmo una cifra che oggi fa ridere, venti milioni di lire, diecimila euro attuali”, poi negli Anni 80 si unì a loro la sorella Donatella, più giovane di una decina d’anni e attualmente consulente creativa della Versace. Ma il rapporto tra i due fratelli rimase saldo e indissolubile: “Si fidava così tanto di me che più di una volta mi diede da risolvere alcuni problemi di natura privata – racconta Santo nel libro –. Mi chiese di liquidare fidanzati che stavano diventando molesti o che lui non sopportava più”. Gianni era un’anima buona da proteggere, amatissima da tanti personaggi dello star system che quell’estate volarono a Milano per dare il loro ultimo saluto allo stilista: da Elton John a Naomi Campbell, da Sting a Carla Bruni fino a Lady Diana, che sarebbe morta quello stesso anno, appena 45 giorni dopo.

“Fratelli. Una famiglia italiana”

amazon.it

La foto scelta dal fratello dello stilista per la copertina del libro li ritrae uno accanto all’altro durante una vacanza in barca nel 1983, erano gli anni d’oro della moda e della Milano da bere, quando tutto sembrava possibile. “Gianni sognava e io realizzavo i suoi sogni. Insieme eravamo invincibili. Ricordo che nel 1976 profetizzai in conferenza stampa: ‘Se abbiamo fortuna faremo meglio di Saint Laurent’. E Gianni rispose: ‘Se Santo lo dice, allora sarà sicuramente così'”.



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