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ristoranti, brunch e pic nic


Nei miei ricordi, il pranzo di Pasqua è sempre stato quello a casa di nonna, seduta a una lunga tavolata in legno baciata dal sole, mentre davanti alla me bambina si materializzano via via frittata di ortiche, vitello tonnato, l’immancabile agnello e, per finire, l’uovo di cioccolato. L’obiettivo della nostra Pasqua 2022 è quello di ritrovare quei sapori che ci parlano di casa e farlo, ovviamente, nel modo più cool possibile. Abbiamo esplorato l’Italia da nord a sud per trovare il pranzo perfetto e ne siamo uscite con le nostre 10 idee per il pranzo di Pasqua. Non c’è una sola versione di questo giorno, dal pranzo stellato in un ristorante con vista fino a un picnic fai da te sulla riva del mare, il nostro appuntamento pasquale assume diverse sfumature e significati. Che scegliate una fuga in agriturismo con degustazione di vini o di trascorrere la domenica nello spazio ibrido di un bistrot sociale con orto in centro città, qui i vostri desideri culinari verranno ascoltati. E sfamati.

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Ristorante Al Lago, Torno

Raffaele Lenzi, executive chef del ristorante Al Lago che sorge all’interno dell’hotel 5 Stelle Lusso Il Sereno, presenta il menu di Pasqua. Cinque portate che spaziano in un omaggio all’Italia in due puntate: il centro-sud, terra che ha visto crescere l’executive chef, e il nord, che l’ha adottato. Da quest’ultimo, per l’occasione, lo chef ha scelto di attingere gli asparagi bianchi di Bassano e il lavarello, rispettivamente protagonisti nel primo antipasto, in cui la verdura viene abbinata a uova di salmerino, furikake d’uovo a base vegetale, e nel secondo piatto: un classico del ristorante in cui il pesce di lago viene accostato a fave e a un ristretto della milanese cassœula. Al centro Italia e dalla regione di origine, la Campania, proviene il guanciale, utilizzato nel ripieno dei Ravioli fatti in casa con i piselli e il baccalà, così come la ricetta della Pastiera napoletana, qui rivisitata e accompagnata da gelato alla vaniglia e all’arancia. Il menu dello chef del ristorante Al Lago si conclude con la piccola pasticceria e caffè/tisana e viene servito a un prezzo di 160 € a persona bevande escluse.

Indirizzo: Via Torrazza, 10, 22020 Torno (CO)

“È un sugo” ovvero “È una figata”.
Chissà se Anna Clara Caimi e Matteo Ceppi, i genitori del nuovo ristorante vicinissimo al Duomo di Milano come posizione, ma più affine alle tavolate di casa con gli amici per spirito, hanno pensato a questa frase quando hanno scelto il suo nome. La cucina di SUGO è semplice, così come i suoi riferimenti culturali e le scelte in fatto di design e immagine, ma la ricerca continua in termini di materie prime, fornitori e citazioni. Pescando dalla tradizione di tutta Italia, da SUGO mangi i piatti della mamma però cool. La puoi chiamare trattoria contemporanea o fast fine dining, ma il sugo non cambia:
convivialità, moda, cinema e buon cibo. Per Pasqua, SUGO ha studiato due proposte di menù a 60 euro, di cui una vegetariana. Nella prima opzione si possono gustare il vitello tonnato (tra i piatti forti del locale) e Scottadito di agnello in panko fritto con maionese al rafano, accompagnato da Erbe di campo scottate. Nel menù veg non mancano i sapori, partendo con Robiola, Tropea caramellata e scorza di Amalfi, per finire in Pannacotta e piccola pasticceria.

Indirizzo: Via dell’Unione, 11, 20123 Milano (MI)

Terrazza Gallia, il ristorante al settimo e ultimo piano dell’Excelsior Hotel Gallia, ha la firma degli chef Vincenzo e Antonio Lebano sul pranzo di Pasqua. La loro è una cucina cucinata e di sentimento, come la definiscono, e che non dimentica le radici partenopee. Si comincia con il pic nic di benvenuto, che comprende mazzetto di fave, carciofi dorati e fritti, ricotta salata di Montella, uova sode al pepe, frittata di asparagi, capocollo, salame gentile Marco d’Oggiono, torta pasqualina e l’immancabile Casatiello, il rustico dalle origini molto antiche che risalgono alla Napoli greca e poi romana. Si prosegue con Via Pasquale Nastro, “Lamp ò vient”,
Fusillo Gragnanese al ragù di pomo d’oro, affumicata di Orgossolo e basilico. Il nome del piatto è un omaggio degli chef al primo fusillicifio di Natale Zampino, un tempo ubicato in quella strada, attuale titolare del pastifico Gentile. Ma non solo. La zona è chiamata anche Lamp ò vient (tradotto in soffio di vento) a indicare l’area di Gragnano caratterizzata sempre da uno spiffero di vento che differenzia e influisce sull’essicazione della pasta di Gragnano. Come secondo La tradizione, Porchetta di agnello con cassoulette di verdure primaverili. Infine il pranzo termina con il Momento dolce, Il Carrello Pasquale che comprende le uova di Pasqua e due dolci della tradizione: la Pastiera e la Cioccolomba.

Indirizzo: Piazza Duca d’Aosta, 9, 20124 Milano (MI)

Cos’è Rob de Matt? Ristorante e bistrot, ma anche associazione per la promozione dell’inclusione sociale. Una sala con sedie intrecciate in paglia e tavoli colorati, ma anche un orto sinergico in cui gli utenti e gli abitanti del quartiere possono portare il cibo dalla terra alla tavola. Fondato nel 2017 nel quartiere Dergano di Milano, Rob de Matt è un centro per la cittadinanza attiva, in cui il menù stagionale segue le regole della sostenibilità ambientale ed etica, coinvolgendo persone con storie di marginalità e svantaggio. A Pasqua, come negli altri giorni dell’anno, da Rob de Matt si può pranzare nel grande giardino – dove magari gustarsi anche una birretta. Il menù rigorosamente stagionale è composto da piatti con verdure, carne e pesce e presenta un mix di ricette della tradizione italiana con contaminazioni provenienti da molte cucine: dal paté di fegato al ceviche, valorizzando anche tagli di carne normalmente poco noti, ma di qualità.

Via Enrico Annibale Butti, 18, 20158 Milano (MI)

Hilton Molino Stucky, Venezia

L’Hilton Molino Stucky riflette la sua architettura industriale nel canale di Venezia che scorre verso le Zattere, a poca distanza da San Marco. Qui, la Pasqua si celebra con vista, mentre si degusta il menù creato dall’Executive chef Luca Nania al ristorante Bacaromi. Tra le portate spiccano alcuni piatti della tradizione, come lo Stinco d’agnello cotto a bassa temperatura, servito con spuma di cavolfiore, asparagi saltati in padella e croccante di grano saraceno, da abbinare al Macion Valpolicella Ripasso superiore DOC. Per concludere in dolcezza, bisogna assaggiare la collina dei ciliegi e la Colomba Pasquale artigianale, preparata dalle sapienti mani del Pastry Chef Giovanni Petrillo, abbinata al Moscato fior d’arancio DOCG – Maeli. Dulcis in fundo? Un cocktail da sorseggiare sul rooftop dell’albergo, lo Skyline Rooftop Bar. Qui si assaggia il cocktail speciale di Pasqua ideato dal bartender Sebastiano Scarpa, il Pasquatini. Il segreto della sua dolcezza è nel mix di Myers’s Dark Rum, Irish Cream Baileys, Caffè Espresso, Latte e Nutella, guarnito con una spolverata di granella di fragola e chicchi di caffè.

Giudecca, 810, 30133 Venezia (VE)

Pasta fresca Fiorella, Camogli

“Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice” recita Jean-Claude Izzo da un poster appeso sul lungomare di Camogli. In effetti non c’è modo migliore per descrivere la proposta di un pranzo di Pasqua take away, da gustare direttamente sulla spiaggia di sassolini neri, con il mare che luccica e le sfumature colorate del borgo ligure. Per creare il perfetto picnic basta superare il porto e fermarsi davanti all’inequivocabile insegna Pasta Fresca. All’interno del pastificio, nato nel 1979 grazie all’iniziativa di Fiorella Conca che, a soli 18 anni, rileva quello che era un pastificio storico e dà vita alla sua passione, abitano sapori autentici. Qui si possono trovare diverse tipologie di pasta fresca ligure – dai pansoti alle trofie, passando per gli gnocchi verdi di basilico – insieme ai loro condimenti. Pesto fresco, sugo di noci, salsa di pomodoro, pinoli, olive e seppioline: a ognuno il suo abbinamento. La scelta sta a noi, decidendo come farci cucinare le prelibatezze oppure scegliendo di comprarle “a crudo” per un secondo momento. Il nostro consiglio per la Pasqua è di farvi guidare dai pastai e uscire da Fiorella con un robusto piatto dai sapori liguri a prezzi popolari. Ora non vi resta che stendere un telo sulla spiaggia, sedervi e assaporare il primo incontro tra salsedine, pesto e palato.

Agriturismo Il Rigo, Siena

Un agriturismo che fiorisce al sole della Val d’Orcia, dove poter pranzare come nel miglior film dedicato alla dolce vita italiana: immaginate già di sedervi in lunghe tavolate bianche che affacciano sulle colline toscane, degustando i prodotti bio selezionati da La Cucina del Rigo. “Ti prepariamo i piatti che mangiavamo da bambini: troverai nelle nostre ricette un legame speciale di affetto e appartenenza” questa è la promessa del Rigo ad ogni pasto, resa ancora più sentita per il tradizionale pranzo di Pasqua. L’agriturismo propone un menù a 38 euro che attraversa i sapori toscani a partire da torta pasqualina e prosciutto di cinta senese, arrivando poi al Raviolo floreale: pasta rosa alla barbabietola con ricotta e pecorino al burrro, erbe aromatiche e petali di fiori commestibili. Per chi ha ancora un po’ di spazio, i festeggiamenti proseguono per Pasquetta, con una selezione di carni da griglia a legna.

Indirizzo: 53027 Casabianca (SI)

La filosofia de L’Acciuga, è racchiusa nel suo nome: emblema di pesce povero, che storicamente arrivava dal mare alla campagna, a farsi sostituto del sale. L’Acciuga è una sfida, quella di creare un ristorante gourmet nella periferia italiana, con prezzi ragionevoli. All’Acciuga infatti si compie un vero e proprio viaggio nella galassia dei produttori locali, che diventano alleati per proporre una ristorazione umbra gastronomica. Luca Caputo, Giovanni Caputo e Simone Farinelli, sono i giovani imprenditori che hanno dato vita a questa novità alle porte di Perugia. In occasione della Pasqua, L’Acciuga propone un menù (90 euro a persona) che rispetta il proprio credo valorizzando prodotti come testina di maiale e tartelletta ai fegatini per poi proseguire con una selezione di sapori tra cui risotto asparagi, funghi affumicati e tuorlo marinato. Il dolce è la contaminazione perfetta: ciaramicola, cioccolato fondente, yuzu e meringa.

Indirizzo: Via Settevalli, 217, 06128 Perugia (PG)

Nel quartiere Campo Marzio, il J.K. Place Roma invita gli ospiti a celebrare con un menu speciale e sofisticato studiato ad hoc dallo chef Michele Ferrara. Il giorno di Pasqua e il lunedì di Pasquetta il brunch è il protagonista dell’hotel e la tavola si riempie di pani dall’antico forno Marchetti e piatti signature dello chef. Durante il nostro brunch di Pasqua possiamo trovare focacce, torte rustiche, cornetti accompagnati da salumi e formaggi del territorio come il prosciutto crudo di Bassiano, ma anche piatti elaborati come lasagna con asparagi e burrata, polpo grigliato con crema di piselli e guanciale croccante, uova in camicia con carciofi croccanti e salsa di parmigiano. E per concludere in bellezza il brunch (il cui costo è di 75 euro a persona) vogliamo non passare dall’Angolo dei dolci tra crostate fatte in casa, mousse e J.K. Tiramisù?

Indirizzo: Via di Monte d’Oro, 30, 00186 Roma (RM)

W Villadorata Country Restaurant, Noto

A Pasqua riapre il Country House Villadorata di Noto e con lui la cucina del W Villadorata Country Restaurant by Viviana Varese. “La natura sceglie e decide” spiega Viviana Varese “seguire il suo umore e la sua potenza, con rispetto, gioia e gratitudine, è uno dei miei valori primari”. Così il W Villadorata Country Restaurant accoglie nel suo menù le produzioni locali, gli ingredienti, i Presidi SlowFood dell’isola che ispirano nella creazione di nuove ricette, insieme ad alcuni piatti storici di Viviana Varese. Il menù alla carta propone antipasti come Pomplemo: ceviche di pescato del giorno al pompelmo rosa di Villadorata con crema di ricotta affumicata, verdurine croccanti e sale di Trapani; primi piatti che passano anche dalla brace come Tortello: tortello di pasta fresca ripieno di melanzana alla brace, cuori di pomodoro fresco e fonduta leggera di provola dei Nebrodi. Tra i dolci, Agrumi: zuppetta di agrumi di Sicilia con pistacchio, frangipane all’arancia e olio di Villadorata. Oltre alla carta si può scegliere i menù degustazione corrispondenti ai quattro elementi: fuoco, aria, acqua, terra.

Indirizzo: Contrada Portelle, 96017 Noto (SR)

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