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non farà più parte del cda


Chiara Ferragni non è più membro indipendente del cda di Tod’s. Per l’azienda marchigiana di proprietà di Diego Della Valle, sarebbero “venuti meno i requisiti di indipendenza” dell’imprenditrice digitale, entrata nel consiglio di amministrazione del gruppo nell’aprile del  2021. Il motivo? L’imprenditrice da quasi 28 milioni di follower è stata retribuita dalla società per una “prestazione occasionale di servizi pubblicitari” e quindi non può più essere ritenuta super partes nel consiglio di amministrazione.

L’annuncio di Tod’s è arrivato nella relazione della società sui risultati del primo semestre del 2022, in cui è stata registrata una crescita dei ricavi del 17,4% rispetto allo stesso periodo del 2021.  L’ingresso dell’imprenditrice nel cda della società nell’aprile 2021, aveva fatto parlare di un “effetto Ferragni”,  a causa di un rialzo del titolo quantificabile in 100 milioni di euro.

Il comunicato di Tod’s e il delisting

“In data odierna”, si legge nel comunicato di Tod’s, “il Consiglio di Amministrazione ha preso atto della dichiarazione resa dal consigliere Chiara Ferragni in ordine al venire meno, in capo alla stessa, dei requisiti per poter essere qualificata indipendente (…), in ragione di una prestazione occasionale di servizi pubblicitari a favore della Società e non potendosi aprioristicamente escludere che, in futuro, si presentino altre opportunità di collaborazione”.

Il cda, continua il comunicato, “ha conseguentemente effettuato le verifiche di propria competenza, e appurato il venir meno del requisito di indipendenza in capo a Chiara Ferragni, la quale non è membro di alcun comitato endoconsiliare”.

La vicenda avviene poco prima dell’uscita da Piazza Affari di Tod’s che, attraverso Diego della Valle, poche settimane fa ha annunciato la volontà di salutare la Borsa di Milano promuovendo un’offerta pubblica di acquisto volontaria per acquisire tutte le azioni ordinarie di uno marchi più celebri del made in Italy. L’Opa riguarda il 25,55% del capitale sociale non ancora in mano ai Della Valle. Nel dettaglio, l’offerta prevede un corrispettivo pari a 40 euro per azione, prezzo che incorpora un premio del 20,3% rispetto alla chiusura di seduta di ieri, a 33,42 euro. L’esborso massimo in caso di adesione totalitaria all’opa sarà di 338 milioni di euro.

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