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Nahalie Wenko e Nicolò Rossi, chi sono i vincitori di Art of Italicus


Affascinante e sconosciuto, liquido nei gusti e solido nelle guarnizioni: spesso sfioriamo il mondo del beverage senza poi arrivare a conoscerlo a fondo. Il modo migliore per farlo, e assaggiare il nostro prossimo cocktail con una nuova consapevolezza, è approfondirlo con chi del mestiere ne sa e ne fa un arte. Per questo ci siamo fatte raccontare il mondo dei cocktatil dalla prima e dal secondo classificato alla Art of Italicus Aperitivo Challenge 2021-22.

La barwoman austriaca di 26 anni Nathalie Wenko ci ha introdotte al concetto di bartending europeo, dove le prospettive – soprattutto per le donne – sono di sperimentazione e progresso. Dal canto suo Nicolò Rossi, bergamasco di 32 anni, ci ha svelato i segreti del design dei cocktail, con una spruzzata di consigli utili per chi desidera intraprendere questa carriera. Un’intervista virtualmente doppia che racconta l’inventiva di due giovani che hanno saputo coniugare l’aroma tipicamente mediterraneo del rosolio con le forme più contemporanee del fare cocktail, dando vita a due drink, Inferno quello di Wenko e Eclisse di Rossi, vere e proprie forme d’arte.

cocktail

Qual è l’ispirazione dietro il cocktail realizzato per Art of Italicus?

Nicolò Rossi: L’ispirazione che ho avuto per Eclisse è arrivata guardando una lampada di Vico Magistretti, artista e designer italiano ormai iconico. Ho la fortuna di avere una sua lampada nel mio salotto e osservandola mentre leggevo la homepage d’Italicus, ho analizzato come il design sia una forma d’arte che ormai è arrivata ovunque. Dall’arredo, alle luci fino alle bottigliere dei nostri bar. I sapori che ho utilizzato sono facilmente reperibili, nella speranza che la semplicità di questo cocktail possa diventare iconico come uno dei design di Vico. Eclisse è preparato con: Italicus rosolio di bergamotto; estratto di mela verde e basilico; succo di limone; spuma bionda italiana; profumo di limone.

Nathalie Wenko: La mia ispirazione per Inferno viene dalla statua del Pensatore che rappresenta Dante Alighieri. Ho sempre trovato qualcosa di così mistico e magico nelle persone che pensano molto, che nascondono nella loro mente così tante cose che vogliono essere esplorate. La mia creazione è fondamentalmente una rivisitazione del Negroni Bianco. È un vino spiritoso, forte, erbaceo e ben bilanciato.

Gli ingredienti principali, oltre all’Italicus, sono: vermouth secco Carpano, gin La Famiglia con infuso di foglie di alloro (distillato dallo staff del Parfümerie Bar, il bar per cui lavoro in Austria), coriandolo e olio d’oliva blu. Ogni ingrediente rappresenta una fase del processo di creazione: Si inizia con un progetto (Italicus), si devono accettare momenti amari e impegnativi lungo il percorso (vermouth secco), bisogna prendersi cura dei propri valori (Gin della famiglia), aggiungere un po’ di follia (coriandolo), ma assicurarsi sempre di avere le idee chiare (olio d’oliva come simbolo di chiarezza e pulizia) su ciò che si vuole ottenere (foglia di alloro come simbolo di vittoria).

Nathalie, cosa ti aspetti dalla tua esperienza al bar SIPS con Marc Alvarez (premio per aver vinto Art of Italicus, ndr)?

Mi aspetto nuove tecniche pazzesche, un lavoro altamente professionale dietro il bancone e un’ottima accoglienza. Ho già avuto il piacere di essere ospite di SIPS lo scorso dicembre, ed è stata probabilmente una delle migliori esperienze di bar che abbia mai avuto, quindi non vedo l’ora di poterla vedere da vicino.

Qual è la combinazione più insolita che vorresti provare in un cocktail?

N.R.: Ultimamente sto studiando molto le sapidità e i cocktail con sfumature salate. Secondo me è un trend che prenderà sempre più piede.

N.W.: Probabilmente le opzioni su come integrare il formaggio in un drink. Adoro il formaggio in tutte le sue forme e sapori, quindi dovrebbe far parte dei cocktail più spesso.

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Nathalie Wenko

daniele portanome

Nella tua arte di bartender metti un po’ delle tue passioni più grandi, la disciplina del tennis praticato a livello professionale per Nathalie e la creatività street art per Nicolò. Qual è lo scambio reciproco tra questi mondi?

N.R.: Come hobby da tempo faccio quadri di stampo street tribale sotto il nome nok. È una palestra mentale e noto che nella fase di creazione di un cocktail applico lo stesso approccio che ho con un quadro in termini di bilanciamenti, gusto estetico e impatto.

N.W.: L’accuratezza del lavoro necessario per mettere la pallina da tennis esattamente dove si vuole è la stessa accuratezza del lavoro che c’è dietro la creazione del risultato di sapore che si desidera. Inoltre, il feedback è molto rapido: da parte degli ospiti al bar e nel tennis da parte dell’avversario, se si vince o si perde un punto.

Lavorare dietro al bar come nel tennis professionistico richiede molta concentrazione, filtrare le cose importanti, duro lavoro, resistenza e il successo si ottiene quando si mantiene la calma anche nelle situazioni più stressanti.

Nicolò, dacci un consiglio per chi vuole intraprendere la carriera da barman

Il mio consiglio per chi entra in questo mondo è quello di incanalare tutte le sue forze nello studio dei classici. Dopo averne imparato le strutture iniziare a giocare con i sapori che offre la sua terra. Lo trovo un iter giusto per non dimenticare le basi e i prodotti del nostro paese.

    Nathalie, in tema di parità di genere a che punto siamo nel settore?

    Credo che la percentuale di donne che lavorano in un bar sia aumentata negli ultimi due anni. Per me il successo in quello che fai non dipende dal genere, ma sempre dal carattere. La persona che sei, la passione e il duro lavoro ti ripagheranno ed è ciò che conta alla fine. Credo che le donne abbiano le stesse possibilità di avere successo in questo settore degli uomini. Nel nostro bar 3 lavoratori su 4 sono donne, cosa di cui sono molto orgogliosa, e le reazioni degli ospiti sono molto positive. Tuttavia, vorrei che fosse la normalità e che non ci fosse più bisogno di sottolinearlo.

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    Nicolò Rossi

    daniele portanome



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