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Manioca: breve viaggio tra proprietà e ricette


Manioca, ovvero un tubero originario delle foreste sudamericane. In realtà, la manioca è una pianta appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae, ma comunemente ne intendiamo esclusivamente la radice tuberizzata. Forse della manioca già avete sentito parlare, ad esempio, in associazione alla tapioca: e in effetti, come vedremo, quest’ultima è un derivato della manioca. Un derivato dalle proprietà davvero sorprendenti.

Se poi vi state chiedendo che aspetto abbia la manioca, essa possiede una buccia legnosa e una polpa che ricorda nell’aspetto quella del cocco. In generale la manioca alla vista è vagamente somigliante a una patata, ma dalla forma più allungata, più simile dunque a quella di una carota. Proseguiamo dicendo anche che se è la storia ad appassionarvi beh, quella della manioca è davvero molto antica, e pertanto può certo suscitare l’interesse di chi, tra voi, ama saperne di più quando c’è da scoprire testimonianze provenienti dal passato.

In questo caso, a testimoniare il fatto che quando si parla di manioca si ha davvero a che vedere con una storia millenaria è il fatto che la popolazione Maya ne faceva uso. E poi, la manioca com’è giunta nel Vecchio Continente? La risposta è presto detta: è dopo la scoperta dell’America che questo tubero venne esportato in Europa.

Dove cresce la manioca?

Partiamo dall’inizio, e cerchiamo di rispondere al quesito relativo da una parte alle origini della manioca, dall’altra a dove essa venga attualmente coltivata. La manioca oggi viene coltivata diffusamente nelle regioni tropicali e subtropicali del mondo. In particolare, la pianta della famiglia delle Euphorbiaceae, di cui quella che definiamo qui manioca costituisce la radice tuberizzata, per svilupparsi necessita di temperature elevate e di umidità. Per quanto riguarda le sue origini, come abbiamo anticipato essa proviene dalle foreste sudamericane e, come detto, ha una storia davvero antichissima: basti pensare che essa era già impiegata dalla popolazione Maya. Un’altra curiosità? Si ritiene che il progenitore della pianta provenga dall’Amazzonia.

manioca

Pascal Deloche /GODONGGetty Images

Qual è la differenza tra manioca e tapioca?

La differenza tra manioca e tapioca è che la tapioca è un derivato della manioca. Proprio così: la tapioca infatti è una preparazione che si ricava dalla farina di manioca o, per meglio dire, dalla farina dei tuberi di manioca (intesa qui come la pianta della famiglia delle Euphorbiaceae). Per cominciare a introdurre un tema in generale di grande interesse, ovvero quello relativo alle proprietà, il cosiddetto amido di tapioca viene impiegato in formulazioni cosmetiche. In realtà, scomodiamo qui anche un secondo tema generalmente di grande interesse: quello skincare. Tale impiego dell’amido di tapioca è dovuto al fatto che esso è in grado di contribuire a conferire la consistenza desiderata ai prodotti dove viene impiegato, oltre che al fatto che può assorbire le secrezioni della pelle e avere su di essa un’azione levigante, rendendo i pori meno visibili.

Proprietà della manioca

Ricca di acqua, la manioca viene in linea generale considerata un alimento che fornisce energia, vista l’elevata presenza di carboidrati al suo interno. Una piccola curiosità che la riguarda è che essa contiene più proteine delle patate. La manioca contiene poi vitamine, tra le quali menzioniamo la vitamina A, la vitamina C, la vitamina E e alcune vitamine del gruppo B, come ad esempio la vitamina B6. Inoltre al suo interno si trovano potassio, fosforo e magnesio. Per quanto riguarda le proprietà dei prodotti derivati dalla manioca, vi rimandiamo al piccolo capitolo precedente dedicato alla tapioca. Scoprirete così che, quando si parla del cosiddetto amido di tapioca, si ha a che vedere con un argomento interessante per chi tra le proprie passioni nutre quella per il mondo beauty e, in particolare, per il mondo skincare.

Che gusto ha la manioca?

Se vi state chiedendo quale sia il sapore della manioca, la risposta è presto detta: la manioca ha un sapore piuttosto delicato, seppure sveli nel retrogusto una leggera nota tra l’amaro e il piccante. La manioca non può essere mangiata cruda: essa contiene glucosidi cianogenetici che possono essere eliminati solo pelando e cuocendo questo tubero.

Manioca e ricette

La manioca è ad oggi molto consumata in diversi Paesi del mondo. Tuttavia, in Italia non è un ingrediente particolarmente conosciuto, pertanto è possibile effettivamente chiedersi per quali ricette sia possibile inserire la manioca nella lista degli ingredienti. Per gustare la manioca ad esempio è possibile cuocerla al forno oppure friggerla (e la manioca fritta costituisce una vera prelibatezza: se avete avuto modo di visitare il Brasile, forse già lo sapete, poiché essa in questo Paese è molto amata). La manioca può anche venire bollita e poi essere utilizzata per preparare ricette più elaborate. Come già abbiamo accennato, nel caso in cui doveste programmare un viaggio in Brasile, potrà davvero stupirvi la quantità di modi in cui la manioca viene servita qui.



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