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Lorenzo Mariotti, Sea and Beyond


Un pittore italiano alla conquista di Istanbul. La personale di Lorenzo Mariotti al Museo Rahmi M. Koç

by Bruno Cianci

«Non riesco nemmeno a immaginare un posto migliore per esporre i miei dipinti di questo museo. La cura dei dettagli, l’ordine e l’amore per le barche in legno rispecchiano in tutto e per tutto il mio gusto e le mie passioni». Con queste parole il pittore di marina Lorenzo Mariotti ha inaugurato una sua mostra personale, intitolata “Sea and Beyond” (“Il Mare e oltre”), lo scorso 7 giugno al Museo Rahmi M. Koç di Istanbul. In totale sono 34 i dipinti esposti, tutti realizzati con la tecnica dell’olio su tavole di varie dimensioni. Non si tratta della prima personale organizzata all’estero dal pittore: nel 2019, infatti, in occasione della Festa della Repubblica, era stata inaugurata a Washington un’esposizione di grande successo dal titolo ‘The Marine Art of Lorenzo Mariotti’.

Grazie al talento cristallino, l’artista romano si fregia del titolo onorifico di “pittore benemerito” concesso dalla Marina Militare, l’istituzione che ha dato il patrocinio all’evento di Istanbul insieme all’Ambasciata d’Italia ad Ankara. Mariotti, che è nato nel 1972, dipinge principalmente di notte, poiché di giorno è assorbito dal lavoro d’ingegnere, architetto e docente presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma.

Tra i suoi trascorsi vi è anche un periodo in Marina come ufficiale di complemento che lui ricorda con struggente nostalgia: «Sono stato la prima volta a Istanbul nel 1998 mentre ero imbarcato su Nave Vespucci e da allora ho sempre desiderato ritornarci per vedere meglio la città. Esibire qui i miei quadri, in una cornice come quella del museo Rahmi M. Koç, vuol dire molto per me. Questo museo è semplicemente ‘totale’. Si entra in un’atmosfera unica che ti conduce attraverso il bello in ogni sua possibile declinazione, dove per bello intendo la perfetta armonia fra forma e funzione, come viene ben espressa da ogni oggetto esposto. Persino i soavi profumi degli oli e dei metalli di un tempo riportano indietro il visitatore negli anni addietro, nelle trame della storia dell’amore degli uomini per l’ingegno».

Mariotti è anche un marinaio incallito; ad Anzio arma un dinghy di famiglia in mogano di nome Aletto III, con fasciame a clinker, al quale è immensamente affezionato; e non solo per via dei ricordi personali, ma anche perché si tratta con ogni probabilità dell’unico esemplare di quel tipo rimasto in circolazione.

L’inaugurazione del 7 giugno scorso è stata preceduta da una conferenza sulla pittura di marina tenuta dall’ammiraglio (rit.) Paolo Bembo, alla cui organizzazione ha contribuito l’Istituto Italiano di Cultura di Istanbul. Bembo è conosciuto per l’intensa attività di divulgatore e per essere l’autore di numerosi libri, tra cui una monografia sullo stesso Mariotti.

Il dinghy in questione è visibile, con i figli del pittore a bordo, in uno dei dipinti più acclamati della mostra istanbuliota, oltre che sul manifesto dell’evento stesso: s’intitola ‘Futuri navigatori’ e ritrae la portaerei Cavour sullo sfondo e, in primo piano, la piccola imbarcazione in mogano, con i bambini catturati dalla maestosità della nave da guerra. Un’altra opera in esposizione, intitolata ‘Maid of Honour’, faceva già parte della collezione permanente del Museo Rahmi M. Koç dal 2019. Ritrae un’elegante lancia della Royal Navy, costruita a Cowes nel 1925, che dopo essere stata imbarcata sulla HMS Hood e su altre navi da battaglia britanniche è stata il tender dello sfidante Sceptre all’America’s Cup del 1958. Anche se il tradizionale fumaiolo in ottone può suggerire diversamente, ricerche d’archivio hanno rivelato che si tratta di uno dei primi esemplari di questa tipologia di motobarca a essere stata dotata di motori diesel sin dalla sua costruzione. Una curiosità: l’imbarcazione originale, ricostruita attorno alle parti di recupero originali dal maestro d’ascia Mike Summers, fa parte della collezione del Museo Rahmi M. Koç dall’autunno 2017.

Da sinistra, Lorenzo Mariotti, Mine Sofuoğlu, general manager museo Rahmi M Koç, e Giorgio Marrapodi, ambasciatore d’Italia in Turchia.

Interessante anche un’opera raffigurante un interno di yacht classico, ricavato da una foto di Franco Pace, fotografo triestino che è citato in calce all’opera in questione. Ha detto l’artista: «La foto di Pace mi è capitata per caso fra le mani in una rivista e mi è piaciuta moltissimo perché concentra le mie passioni, vale a dire la vela, la storia – si tratta evidentemente di una barca in fase di restauro -, l’architettura e la cura del dettaglio».

(Lorenzo Mariotti, Sea and Beyond – Barchemagazine.com – Settembre 2022)

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