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L’azienda diventata un colosso della logistica sviluppando magazzini sostenibili


Articolo tratto dal numero di settembre 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Operare in un’ottica di lungo termine, mantenendo al centro la sostenibilità. Potrebbe essere sintetizzata con queste parole la mission di P3, investitore, sviluppatore e proprietario a lungo termine di magazzini in Europa, che con oltre 280 immobili in 11 Paesi e 450 clienti è tra gli operatori leader della logistica. P3 è controllato al 100% dal Gic, il fondo sovrano del governo di Singapore, e sviluppa magazzini sostenibili dal punto di vista ambientale secondo i più elevati standard internazionali.

Per comprendere sfide e opportunità di un settore sempre più importante nella vita di cittadini e imprese, Forbes Italia ha intervistato Andrea Amoretti, managing director Italy e membro del management team di P3 a livello europeo. 

Che trend vede nel settore, anche alla luce delle trasformazioni globali in corso? 

Il settore della logistica ha registrato il record di interesse da parte del mercato negli ultimi due anni, poiché è tra i più stabili, essendo legato ai consumi, che sussistono nel tempo. La complessa situazione politica internazionale sta tuttavia determinando una fase di contrazione economica abbinata a una forte inflazione. Fattori che fanno presagire, nella logistica, aumenti dei costi immobiliari e di trasporto, a causa della penuria di materie prime e dell’incremento del prezzo di energia e carburanti, nonché un possibile rallentamento della crescita dei consumi. Tuttavia, questa eventualità non deve per forza essere interpretata negativamente. Dopo avere superato il picco di una bolla espansiva, in parte anche speculativa, il mercato troverà un nuovo punto di equilibrio, tornando a livelli più sostenibili sia nel settore dell’investimento, sia in quello delle costruzioni. Questo comporta ottime opportunità sia in relazione al settore che in relazione al Paese. 

Che opportunità ha l’Italia nel settore della logistica? 

Noi italiani siamo sempre stati consumatori tradizionalisti e ci siamo approcciati all’e-commerce solo di recente. Il relativo gap infrastrutturale nella logistica ha rappresentato un’opportunità di mercato. La pandemia ha accelerato la modernizzazione e il completamento di numerose piattaforme: è stato compreso come la logistica sia un settore necessario e molte aziende sono state incentivate a rendere le proprie attività  più efficienti, consolidando nuovi spazi ed espandendosi per esigenze emergenti. In Italia abbiamo un importante patrimonio edilizio, a volte vetusto, ma in ottime location. Questo rappresenta la ricetta perfetta per lo sviluppo dei brownfield, siti edificati in passato e convertibili in moderni poli logistici. Questo processo porta beneficio in termini di riqualificazione ambientale e permette la generazione di lavoro e opportunità. 

 Qual è oggi l’impatto della tecnologia sul settore? 

I magazzini di oggi presentano elementi tecnologici che permettono una maggiore efficienza dei trasporti e dei consumi energetici. Stiamo parlando di robot al servizio del magazzino, sistemi automatici di pianificazione e monitoraggio delle spedizioni, impianti computerizzati che monitorano consumi e necessità energetiche e molto altro. L’automazione non ha ancora raggiunto l’esecuzione delle consegne stesse, ma esistono prototipi di van autoguidati o teleguidati in fase di sperimentazione operativa. Questi veicoli permetterebbero di dare risposta alla difficoltà di reperire conducenti per consegne a domicilio e ridurre, contestualmente e grazie all’intelligenza artificiale, il rischio di incidenti. La tecnologia porta un contributo alla sostenibilità, rendendo più efficiente il trasporto e minimizzando dunque consumi ed emissioni. 

Quale impatto avrà l’aumento del costo dell’energia? E quali soluzioni verranno adottate per minimizzarne l’impatto? 

La tecnologia porta a minori emissioni di CO2 e minor consumo di energia elettrica, il cui prezzo sta salendo. Oltre a ridurre e limitare i consumi, è possibile aumentare la produzione di energia tramite impianti fotovoltaici installati sui tetti dei centri logistici. Le innovazioni del fotovoltaico permettono di avere oggi notevole efficienza nel convertire energia solare in energia elettrica senza sovraccaricare la rete di distribuzione. In un cantiere sostenibile si privilegiano forniture di materie prime locali, per ridurre i costi di trasporto, oppure si privilegiano tecnologie che hanno costi di assemblaggio minori. In una fase in cui si discute di riscaldamento globale e scarsità di acqua, riuscire a sfruttare tutto questo è positivo. L’attenzione alla sostenibilità ha permesso a P3 di ottenere la certificazione Breeam Very Good per l’intero portafoglio di immobili storici, mentre i nuovi edifici sono realizzati con certificazione Breeam Excellent, uno degli standard progettuali edilizi più avanzati e diffusi al mondo per la valutazione d’impatto ambientale degli edifici.

Oltre alla sostenibilità ambientale, quale ruolo sociale ricopre P3 nei contesti in cui opera?

P3 opera con un approccio di lungo termine e per questo siamo molto sensibili all’impatto sociale delle nostre attività. Negli anni abbiamo aperto un dialogo con gli enti locali per identificare i bisogni dei territori. Un caso è quello del centro di Altedo (Bo), dove abbiamo acquistato un ex zuccherificio che stiamo riconvertendo in centro logistico. Oltre alle necessità infrastrutturali e di collegamento stradale, abbiamo identificato, insieme alla pubblica amministrazione, l’opportunità di sostenere il trasporto locale per i lavoratori e per i residenti della zona, mediante l’acquisto di abbonamenti, lo sviluppo di piste ciclabili e il sostegno all’attivazione di una nuova linea bus tra la stazione ferroviaria e il centro abitato. Si tratta di benefici importanti per i cittadini sia nel contesto della loro attività lavorativa, che nella loro vita privata.

Quali sono i vostri prossimi obiettivi come azienda?  

Vogliamo crescere in modo sostenibile, consapevoli che il mercato può salire e scendere ed è dunque importante potersi adattare. Il nostro consiglio di amministrazione non ci impone limiti di volume, ma la crescita a cui puntiamo deve essere sostenibile sia nell’ambito finanziario, sia relativamente alle dinamiche esg. Per questo motivo ci teniamo lontani da investimenti di breve periodo. Siamo qui per rimanere e per continuare a crescere.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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