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La proclamazione di Re Carlo III e il significato (anche metaforico) del trono


la regina elisabetta ii incorona il figlio carlo come principe del galles, 1969

Anwar HusseinGetty Images

Davanti a un organo cerimoniale noto come Accession Council, il principe Carlo sarà ufficialmente proclamato Re del Regno Unito sabato 10 settembre 2022 al St. James’s Palace di Londra. Dopo la morte di Elisabetta II, il figlio della Regina è così pronto a vestire l’abito regale e a ereditare anche il titolo di Capo di Stato all’età di 73 anni. E sebbene l’incoronazione formale non avverrà in tempi brevi, l’ascesa al potere del Duca di Cornovaglia si legherà già dalle prossime ore al simbolo della monarchia: il trono.

Un tuffo nella Storia, infatti, dimostra come il grande seggio, sebbene declinato in diverse forme, sia esistito in quasi tutte le civiltà umane, assumendo significati talvolta divini, talvolta solo istituzionali, a seconda della cultura di appartenenza. Dal trono d’oro di Tutankhamon, scoperto da Howard Carter nel 1922, al podio reale di Aquisgrana, che si dice sia stato realizzato per Carlo Magno con lastre di marmo prelevate dalla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, la scelta di affidare a una seduta unica e preziosa l’onere e l’onore di accogliere faraoni e regnanti rimanda per tutti a una condizione di privilegio e benessere. Quella di sedersi. Prendendo non solo le distanze fisiche dagli altri, generalmente rimasti in piedi, il posto creato da tribù e nazioni per il proprio leader è associato quindi, inevitabilmente, a una posizione di supremazia e rispetto. Metonimia di reggenza, dunque, nei secoli la figura del trono è mutata parecchio per aspetto, decisamente meno per definizione. Tuttavia, il design riservato a questo tipo di comodo piedistallo è evoluto nel tempo assecondando i principi della sovranità al debutto: variazioni più avanguardistiche per annunciare una nuova Era, silhouette e volumi più tradizionali per sottolineare un senso di continuità tra il regno passato e quello in fieri.

coronation of queen elizabeth ii

L’incoronazione della Regina Elisabetta II a Londra nel 1953

BettmannGetty Images

Scendendo nel dettaglio, il trono più epico tra tutti è proprio la seduta dell’incoronazione di Edoardo I, avvenuta il 19 agosto 1274 nelle stanze dell’Abbazia di Westminster: conosciuta come la sedia di Sant’Edoardo, originariamente racchiudeva la mitica pietra di Scone, la coronation chair è una seduta monolitica fatta di legno di quercia, in pieno stile gotico. Utilizzato a partire dal XIV secolo per tutti i monarchi inglesi e britannici che si sono succeduti, ad eccezione della regina Maria II, che fu incoronata assisa su una copia del trono, il seggio appoggiato su quattro leoni non è, tuttavia, l’unico ad apparire in sede di vestizione a Buckingham Palace. Per i cerimoniali del Regno Unito, infatti, sono previste altre poltrone regali che servono per scandire la liturgia e i vari momenti solenni del rito, prima e dopo che la corona di Sant’Edoardo sia posta sul capo del futuro sovrano (nel caso dell’incoronazione di Elisabetta II, avvenuta il 2 giugno 1953, il trono in questione si ricorda per la sua semplicità, caratteristica ricercata per rispettare il clima di austerità del Dopoguerra).

Mantenuta così la tradizione, oggigiorno, la Casata dei Windsor è l’unica famiglia sovrana in Europa che continua la tradizione delle incoronazioni per le quali la Casa Reale commissiona nuovi troni, mentre altre dinastie optano per investiture o proclami più ripetitivi. Come riportano le cronache, infatti, i re e le regine dei Paesi Bassi, ad esempio, riutilizzano perlopiù sedute che appartengono già alla loro collezione. Restaurati o rinnovati per l’occasione, gli arredi scelti dai sovrani olandesi si caratterizzano per i decori semplici e le proporzioni misurate tra seduta, schienale e braccioli, decisamente in controtendenza rispetto ai seggi elaboratissimi degli Statolder del XVII e XVIII secolo, dei quali alcuni esempi sono stati esposti al Rijksmuseum. In Svezia, la tradizione e lo spirito conservativo hanno voluto che si riutilizzasse il trono realizzato in argento da Abram Drentwett di Augusta per la Regina Cristina, utilizzato alla sua incoronazione nel 1650; un modello di seduta dagli accenti stilistici decisamente barocchi. Recentemente, alla cerimonia di presentazione ufficiale della principessa Vittoria come erede al trono di Svezia, nel 1995, Carlo XVI Gustavo, attuale Re svedese, si è seduto su un seggio più piccolo accanto all’originale.

coronation of king carl gustav in stockholm, sweden on september 19, 1973

L’incoronazione di Re Carlo XVI Gustavo a Stoccolma nel 1973

Daniel SIMONGetty Images

Stile rococò, invece, per Re Carlo III di Spagna che fu incoronato il 10 agosto 1759: realizzata dall’intagliatore napoletano Gennaro di Fiore su disegno di Giovanni Battista Natali, la sedia del monarca madrileno ricalcava il suo profilo in modo sfarzoso al centro di un medaglione posizionato sullo schienale. Imbottitura in velluto rosso, struttura dorata a completare il quadro. Più di due secoli dopo, durante il ripristino della reggenza spagnola nel 1975, il sovrano Juan Carlos commissionò, per ribadire un senso di continuità con il passato, alcune repliche esatte della poltrona di Carlo III, modificandone ovviamente il ritratto. Nel corso del tempo, tuttavia, il ruolo del trono come simbolo di autorità si è comunque indebolito: accanto alle sedute, infatti, sono apparsi timidamente gli scrittoi, vere e proprie scrivanie del fare che oggi raffigurano il potere al lavoro. A fare da pioniere, l’imponente “Resolute Desk”, donato nel 1880 dalla regina Vittoria al presidente degli Stati Uniti Rutherford B. Hayes e costruito con legni di quercia della nave da esplorazione britannica HMS Risoluto. Lo ritroviamo ancora lì, a dominare lo Studio Ovale.



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