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La nuova collezione di Victoria Yakusha per Faina Design


Proseguendo nel personale racconto delle genti che popolano il suo Paese d’origine, attraverso l’opera del design, Victoria Yakusha presenta Stepping on Ukrainian soil, set di arredi d’ispirazione ancestrale che celebra il legame tra uomo e terra natia. Compiendo un viaggio immaginifico tra le forme e i racconti tipici del folclore ucraino, la designer che nel 2021 ha aperto ad Anversa uno spazio espositivo, FAINA Gallery, rivela così un altro capitolo della sua testimonianza. “Per noi (ucraini, ndr) il legame con la nostra terra è ombelicale, vitale”, spiega la progettista. “Non è mai stata semplicemente un territorio. È una fonte di potere”.

la nuova collezione di victoria yakusha, faina gallery

La nuova collezione di Victoria Yakusha, FAINA Gallery

Tijs Vervecken

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La nuova collezione di Victoria Yakusha, FAINA Gallery

Tijs Vervecken

Esposta per la prima volta tra gli allestimenti di Design Miami/Basel 2022 e premiata come Best Curio Presentation of the Year, la collezione esplora e reinterpreta il rapporto tra uomo e luogo vissuto con il fare del disegno e delle maestranze artigianali, restituendo la visione concreta di una relazione intima e primitiva che assume, all’ombra della guerra e dei conflitti con la Russia, una valenza inevitabilmente ancora più significativa. “Non sento di disegnare i miei pezzi”, spiega Yakusha, “sono piuttosto i disegni a scegliermi per dare forma materiale a certi messaggi”. Volyky, ad esempio, è una serie di panchine animistiche che deve il suo nome alla parola ucraina usata per significare “libertà”. In particolare, le strane sedute dalle sagome zoomorfe sono sculture scolpite a mano, secondo una tecnica utilizzata per le finiture delle pareti nelle abitazioni tradizionali ucraine.

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Silhouette primordiali delineano anche gli sgabelli Duzhyi che esprimono nella loro robustezza “il desiderio costante di avere sotto i piedi un terreno solido e sicuro”. Realizzati in Ztista, una miscela di elementi organici messa a punto da Victoria Yakusha, esprimono, così, un certo senso di provenienza e di appartenenza, mostrando una texture irregolare che cattura il mistero della loro creazione. Infine, Zemila, che in ucraino significa ‘terra’, è un arazzo di due metri, tessuto in lana con una trama stratificata che replica il colore nero del Paese di Kyiv. I lunghi fili, simili a ombelichi, cadono a terra, rappresentando il legame ancestrale che unisce ogni ucraino con la propria terra. Indissolubile, inestricabile e irrepetibile.

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