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La lampada italiana regina della tavola nei ristoranti di tutta New York City (o quasi)


ristorante a new york city

Shepard SherbellGetty Images

Una silhouette sottilissima, nascosta timidamente da un cappellino a forma di cono che poggia il suo corpo, fine e leggero, su un plateau tondeggiante. È lei la nuova regina della New York da bere e da mangiare, una lampada da tavolo senza fili volata oltreoceano dall’Italia. Il suo nome, di fatto, non tradisce le origini tricolori: prodotta da una azienda veneta di Treviso, miss Pina è l’ospite ormai di casa di moltissimi ristoranti della Grande Mela. Ad accorgersene della sua costante ma silenziosa presenza anche The New York Times che in un recente articolo ha tracciato una fitta rete di locali illuminati dal piccolo ma deciso bagliore di luce tutto made in Italy.

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Prodotta da Zafferano, infatti, la lampada cordless ricaricabile costella le strade della metropoli puntellando qua e là tavoli e tavolini dei quartieri più in voga. Così se tra i coperti dell’elegante ristorante italiano Altro Paradiso, a SoHo, i quattordici Led posizionati con rigore dai camerieri fanno luce su gustose pappardelle al ragù d’anatra, chez Wayan, a Manhattan, Pina Pro mette in risalto piatti di spring rolls e ribs croccanti dalle vibrazioni esotiche. Come riporta il quotidiano americano, sulla scia di quanto fatto dal Cipriani newyorchese, “la lista dei fedelissimi della lampada continua a crescere: Little Owl, Market Table, Cote, Mercer Kitchen, Vestry, Lodi“. A cui si aggiungono a Brooklyn Evelina e Aurora, solo per citarne alcuni.

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Apprezzato per le sue caratteristiche performanti – la batteria a litio ha durata garantita per più di 13 ore -, il fiore all’occhiello dell’azienda fondata da Federico de Majo è perfetto per arredare e illuminare gli spazi outdoor, stanze all’esterno che le restrizioni introdotte dai provvedimenti locali a causa della pandemia hanno aperto volentieri al rito del pranzo en plein air. Come sottolinea l’articolo, “nell’estate del 2020, quando i ristoranti di New York sono stati autorizzati ad avviare il servizio all’aperto dopo essere stati chiusi, i proprietari hanno dovuto improvvisamente fare in modo che cenare sui marciapiedi e nelle strade – tra gli odori e i rumori della città – fosse intimo come al chiuso”. Da lì, la necessità di ricreare la giusta atmosfera attraverso una corretta apparecchiatura delle stoviglie e un’adeguata disposizione di tavoli e sedie che rendesse conto dell’ambiente circostante; la luce, di conseguenza, ha giocato un ruolo cruciale nella definizione dello spazio, andando a concorrere a pieno titolo nella giusta riuscita del servizio.

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Pina Pro, di riflesso, è stato un faro nella notte: “I ristoranti di tutta la città hanno iniziato a sistemare i tavoli sui marciapiedi al buio”, ha affermato a The New York Times Barrett Gross, presidente di Zafferano America. “Occasione che mi si è presentata come una straordinaria opportunità”. Dopo il lancio (non troppo fortunato) di febbraio del nuovo progetto, infatti, l’imprenditore ha girato per SoHo, quartiere in cui vive, con due lampade in mano, mostrando ai ristoratori l’effetto delle lampade accese. Da allora l’azienda conta, solo per il mercato statunitense, più di 20.000 pezzi venduti nel 2021. Un successo che, anche oltre i confini di New York, è stato confermato dai clienti degli stessi locali. Come riportano le cronache dell’Hudson, infatti, alcuni commensali decidono di acquistare la simpatica lampada ricaricabile direttamente dal proprio tavolo, utilizzando i codici QR posti sul lato inferiore della base (su Amazon si trova a un centinaio di euro). Altri, addirittura, la Pina Pro se la litigano. O peggio, se la portano a casa come un souvenir.

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