Designnews

La casa post-covid, protagonista del Salone


Per tutti, è il Salone della ripartenza dopo la lunga pausa imposta dal Covid-19. Girando per le vie del centro di Milano al FuoriSalone e alla Design Week 2021 sorge spontaneo un interrogativo: la pandemia ha influenzato e quanto le tendenze dell’abitare protagoniste di questa edizione autunnale del Salone del Mobile? La risposta sta nei temi trattati da moltissime aziende così come dai professionisti del settore nel proporre i temi e i punti di vista delle proprie installazioni, opere e presentazioni di prodotto.

La casa post Coronavirus è un nuovo spazio principe dove mangiare e dormire, ma anche divertirsi e lavorare. Questo trend è uno dei messaggi forti che emergono dall’evento: accanto al design e alla enorme attenzione riservata, come ovvio, alla sostenibilità.

In questo servizio, vi proponiamo qualche esempio di installazioni che sviluppano il concetto. In una cronaca sul campo dal capoluogo meneghino.

Industria del mobile +12,9% su 2019 e “Supersalone oltre attese”

La casa “fluida”

«La pandemia ci ha resi più consapevoli e ci ha fatto capire come la casa debba rispondere, oggi più di prima, ai nuovi bisogni di chi la abita». Parte da questa riflessione la mostra-installazione “La casa fluida”, firmata da Elisa Ossino Studio con il landscape design di Marco Bay. Siamo nello storico Palazzo Bovara. L’iniziativa – che nasce da un’idea di Elle Decor Italia e vede come main partner la 3M – si sviluppa in un susseguirsi di 11 ambienti, outdoor incluso, la cui visita è un’esperienza immersiva. Comfort, flessibilità di spazi e funzioni, approccio naturale alle interfacce tecnologiche, sostenibilità, oltre a design e architettura: la casa del futuro è già presente. Ibrida e multifunzionale.Sulla casa del futuro riflette Ikea Italia con Temporary Home.
Gli spazi di casaBASE ospitano, in un multiappartamento, 5 designer emergenti, ognuno dei quali ha allestito una stanza con la propria visione di Future living. In particolare, Alberto Costa, HF Retail Designer di Ikea Italia, e l’officina e studio di progettazione Miocugino promuovono una riflessione sulle modalità di vivere un alloggio alla luce delle abitudini emerse nel corso dell’ultimo anno di pandemia.
«A partire dai dati emersi da una ricerca commissionata a The Sprout Studio – spiega lo stesso Costa, illustrandoci l’installazione – abbiamo immaginato un appartamento mini che vuole rispondere alle esigenze strettamente necessarie, fortemente personalizzato e ottimizzato negli spazi, con camere da letto soppalcate, perché sono utilizzate solo in determinati orari, con attenzione al recupero dell’esistente, anche riadattando mobili e arredi con nuove funzioni rispetto a quelle originarie, e con una cucina più piccola, pensata per nuove abitudini alimentari, che virano più sul dried food. Il concetto espresso è racchiuso nel nome dell’installazione “enough is more”, che si riferisce all’importanza di utilizzare al meglio ciò che abbiamo, imparando a sfruttarlo al meglio, per salvaguardare il nostro futuro e il futuro del nostro Pianeta».

Il “Manifesto dell’abitare”

Frutto di un lavoro congiunto tra Strategy Innovation, StudioLabo, Fuorisalone.it e un gruppo di aziende partner, il Manifesto dell’Abitare “Di-stanze” rappresenta l’evoluzione di una serie di riflessioni nate durante il Laboratorio dell’Abitare realizzato in collaborazione con il Fuorisalone la scorsa primavera. Nell’occasione, era emersa con forza la necessità di un’evoluzione del concetto abitativo legato al solo design degli ambienti: smettere di misurare la casa in metri quadri e cominciare a misurarla in qualità delle relazioni. In particolare, il focus si è concentrato sulla risoluzione del paradosso fra la necessità di uno spazio di rispondere alle esigenze di comunità di una famiglia senza però alterare l’individualità. «La risposta – spiega Gian Paolo Lazzer, responsabile dell’Osservatorio Future Business Model Strategy Innovation – sta nel concetto di “distanza”. Cerchiamo allora la giusta distanza, sia essa fisica o sociale». Per questo motivo per progettare un’abitazione occorrono competenze eterogenee. Il lavoro si propone come strumento al servizio di architetti, designer e urbanisti per stimolare riflessioni e idee e dare vita a nuove forme dell’abitare.



Source link

What's your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Più in:Design

Next Article:

0 %