Fashionnews

in UK arriva il sito di rivendita online


Dopo avere detto addio ai resi gratuiti e avere introdotto una commissione per i clienti che vogliono restituire un capo acquistato online, Zara lancia una nuova iniziativa a difesa dell’ambiente, proponendo sul mercato la prima piattaforma di resale nel Regno Unito. Seguendo l’esempio di un numero sempre crescente di marchi che hanno deciso di sperimentare questo genere di servizio – da Balenciaga a Gucci fino ad Alexander McQueen –, il gigante del fast fashion insisterà sul tema della sostenibilità, offrendo ai clienti nuovi servizi per prolungare la vita dei loro capi Zara.

zara piattaforma resale uk

La piattaforma debutta il 3 novembre in Uk.

asiandelightGetty Images

Abiti usati Zara: come funzionerà il sito di rivendita online

La piattaforma, che nel Regno Unito debutterà online il 3 novembre, offrirà servizi di riparazione, un’opzione per donare vestiti indesiderati e un mercato di rivendita peer-to-peer. Quest’ultimo sistema, già introdotto nel mercato dell’arte, prevede che un venditore anonimo metta in vendita sul sito del brand un capo e che un possibile acquirente, altrettanto anonimo, faccia un’offerta per quel prodotto. Una volta raggiunto un accordo sul prezzo tra le due parti, si ultima l’acquisto. La mossa di Zara rappresenta un passo avanti importante nella strategia di sostenibilità del marchio e ha lo scopo di offrire ai clienti una serie di opzioni per prolungare la vita di un prodotto e incoraggiare uno shopping consapevole, spiega Paula Ampuero, responsabile della sostenibilità per il sito estero del marchio.

zara piattaforma resale uk

La piattaforma di resale rientra in un progetto di sostenibilità ambientale del brand.

Jeremy MoellerGetty Images

“Abbiamo iniziato nel Regno Unito perché è un mercato chiave. È molto importante per noi e i clienti nel Regno Unito sono molto esigenti” spiega Ampuero a Bof. “Questo è il punto di partenza. Vedremo come si evolverà”. L’annuncio arriva in un periodo in cui la sensibilità ambientale sta spingendo sempre più marchi a ricalibrare la propria offerta online, testando nuove opportunità di business e mostrandosi più attrattivi ai giovani che, è dimostrato, sono più sensibili delle altre generazioni al tema del climate change. D’altro cant, il resale rientra in una strategia di “difesa” contro gli annunciati provvedimenti Ue, che hanno intenzione di porre fine al fast fashion entro il 2030 introducendo misure sempre più stringenti su materiali utilizzati, nonché requisiti di durata e riciclabilità di un prodotto.



Source link

What's your reaction?

Excited
0
Happy
0
In Love
0
Not Sure
0
Silly
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Più in:Fashion

Next Article:

0 %