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Il meglio della cucina partenopea al ristorante Melchiò


A Furore, antico borgo marino in provincia di Salerno, la furia del mare – da cui prende anche il nome – ha dato vita a un fiordo tutto italiano su cui sorge il sogno dello chef Vito Piccolo e Caterina Cavaliere: il Ristorante Melchiò. Cucina di mare, dessert d’autore e un affaccio panoramico.

Dal sogno alla realtà: la storia di Melchiò

    Vito Piccolo
    Caterina Cavaliere


Vito Piccolo, classe ’85, nasce a Scafati, in provincia di Salerno. La passione per la cucina lo travolge sin da bambino grazie alla mamma Filomena, che lo coinvolge abitualmente nella preparazione dei dolci della tradizione campana. Frequenta la scuola alberghiera, e grazie  all’impulso dello zio Tobia, anche lui chef in famiglia, dedica anima e corpo al miglioramento della tecnica, frequentando dopo le ore scolastiche i ristoranti della sua città.

Concluso l’istituto alberghiero, entra nella brigata dell’Hotel Santa Caterina, tra i più importanti della Costiera Amalfitana. Sono anni di studio, apprendimento e perfezionamento. Continua così la sua formazione all’Hotel San Pietro di Positano, al Capri Palace e al Quattro Passi di Nerano.

Qualche anno più tardi, accompagnato dall’amore e dalla passione condivisa con la moglie Caterina Cavaliere, arriva il desiderio di dar vita a un progetto enogastronomico nel cuore della Costiera: il Ristorante Melchiò, dove per Melchiò si intende Marchionn, appellativo dato a Vincenzo, nonno di Caterina.

L’intento di Vito e Caterina è quello di costruire un luogo d’amore e di ricordi d’infanzia per potersi sentire come a casa, dopo un lungo viaggio.

“Melchiò è la nostra più grande scommessa. Aprire un ristorante a Furore, paesino con circa 700 anime, è stata una scelta coraggiosa. Oggi, dopo quasi 5 anni, siamo entusiasti di questa nostra piccola realtà”, raccontano Vito e Caterina.

La cucina campana secondo Vito Piccolo

Alla base della proposta culinaria c’è un imperativo categorico: l’eccellenza della materia prima. Quasi un’esigenza, un sentimento dettato dal cuore e nato dal voler raccontare la storia di un territorio ricco di ingredienti e sapori invidiati in tutto il mondo. Trattandosi di una cucina prevalentemente di mare, il pesce è locale, la pasta è fresca e gli ortaggi sono biologici e di stagione.

La cucina per Vito non è semplicemente un mestiere, ma è uno stile di vita sul quale dipingere ogni giorno schizzi e giochi di colori, sapori e consistenze. I piatti riflettono la bellezza della cucina campana sotto vesti eleganti e creative.

In accoglienza, Caterina accompagna i commensali nel loro personale viaggio alla scoperta di questi sapori, e di tanto in tanto si diletta nella realizzazione dei dolci. Di notevole importanza è anche la presenza di una piccola cantina di vini, composta prevalentemente da prodotti della Costa d’Amalfi e della regione Campania.

L’esperienza formativa

Se a interessarvi, invece, è la formazione, il ristorante Melchiò propone un’esperienza pratica per conoscere i segreti della cucina partenopea. Una giornata in compagnia dello chef Vito Piccolo, per apprendere le tecniche di preparazione di un piatto gourmet: “Tanti i nostri progetti e sogni. Ci piacerebbe in futuro realizzare un’esperienza enogastronomica completa, dal cibo al vino fino all’abbinamento dei cocktail”.

Alcuni piatti del menu attuale comprendono: carpaccio di gamberi bianchi, burrata e misticanza di stagione, fusilli freschi con puttanesca di pescatrice, risotto Carnaroli con crema di carote, ricci di mare, gallinella scottata e arancia grattugiata, paccheri rigati Gerardo di Nola con la genovese d’astice, ricciola con pane erborinato e caponata di melanzane.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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