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Il futuro roseo del marmo scritto nei numeri


Materia di tradizione secolare al servizio del progetto, la pietra naturale si conferma anima dell’antico e del nuovo abitare. Dall’infinitamente piccolo all’infintamente grande, tra ornamento e architettura, artigianato e tecnologia, il marmo è tutt’oggi protagonista del costruire. Numeri alla mano, infatti, come dimostra un’analisi condotta dallo studio EMG Different, Istituto di ricerca di Milano, si trova al secondo posto tra i materiali più diffusi per uso edilizio, seguendo ceramica e precedendo legno/parquet, gres, cotto, cemento e laminato. L’approfondimento commissionato da Marmomac, il Salone internazionale dedicato a pietra, design e tecnologia, è stata fatta su un campione rappresentativo di 2.000 italiani, dai trent’anni in su. I dati raccolti evidenziano per la preziosa pietra calcarea un interesse crescente, indicando a chiare linee anche le maggiori destinazioni d’uso: pavimenti (55% delle risposte), top cucine e bagno (42,4%), scale (39%) e davanzali (36,2%). Una scelta che spicca soprattutto al Sud e nelle isole dove è presente nel 62,4% delle abitazioni.

Così profondamente tattile e narrativo, al marmo va il merito di resistere al trascorrere del tempo e di rispondere al cambiamento con la sua stoica bellezza. Fragile ma allo stesso tempo inscalfibile, il materiale roccioso prediletto dall’arte della scultura resta la scelta migliore per 8 intervistati su 10 e, addirittura, il 45,8% dichiara di averlo aggiunto in fase di ristrutturazione, soprattutto per superfici di calpestio e piani di appoggio. Percepito come elemento lussuoso e di pregio, entra nelle case degli italiani principalmente per scelte personali. Altrimenti, a suggerirne l’utilizzo sono soprattutto ditte edili (33,3%) e architetti/arredatori/interior designer (24, 4%). Considerato un materiale evergreen e soluzione più resistente di altre, il marmo conquista lo spazio domestico grazie alla sua risaputa versatilità d’impiego: costruzioni residenziali, edilizia di rappresentanza e complementi d’arredo trovano nella pietra naturale un materiale duttile, sorprendente e affascinante. Il focus, tuttavia, non ne risparmia alcuni chiaroscuri: da un lato l’età avanzata dei possessori che vivono in abitazioni ristrutturate oltre un decennio fa, dall’altro un’ampia maggioranza di intervistati che dichiara di non aver abbastanza informazioni per l’acquisto. Un dato che per l’industria litica si dimostra una sfida da saper cogliere.

“La ricerca evidenzia un distacco tra gli addetti ai lavori e il consumatore”, ha commentato in merito Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, “ma diventa al contempo una opportunità segnando la direzione da seguire. Serve una strategia di comunicazione coordinata a livello di filiera in cui Marmomac (in programma dal 27 al 30 settembre 2022, ndr) può ricoprire un ruolo di aggregatore, fornendo a imprese, associazioni e operatori tutti gli strumenti necessari: dalla market intelligence, fino alle iniziative educational della sua Academy e di promozione internazionale della pietra naturale”. L’appuntamento autunnale, con la cinquantaseiesima edizione della manifestazione, si preannuncia quindi come place-to-be del settore, un rendez-vous dal carattere internazionale – ritornano gli assenti del 2021 – dove a stringersi la mano saranno soprattutto innovazione e cultura del progetto. Accanto all’allestimento e alle mostre protagoniste dello spazio fisico della fiera, correrà poi anche il digitale, con Marmomac Plus, il portale della stone community dove consultare i profili aziendali dei top player del settore, scoprire i nuovi prodotti, le tendenze del mercato lapideo e le possibili applicazioni della pietra naturale in architettura e nel design. Perché come ha osservato Mantovani, riprendendo i numeri dello studio, “tra le fonti di informazione dei consumatori, i canali online hanno un forte potenziale da esplorare per coinvolgere una platea più giovane“. Nuova generazione per il marmo del futuro.

www.marmomac.com



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