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Gli anni ’90 e il mouse, la sineddoche del personal computer


uno dei primi prototipi di mouse di microsoft

Fairfax Media ArchivesGetty Images

Il mondo dell’informatica e dei personal computer ai suoi esordi era dannatamente serio, tutto un mondo di ingegneri che realizzavano soluzioni e prodotti esteticamente brutti, con forme infelici e senza mai considerare alcun aspetto ludico: solo plastica color crema, razionalità e lettering per miopi.

L’unica eccezione che confermava la regola era costituita dal mouse, quel buffo e funzionalissimo oggetto che, insieme alla tastiera, costituivano le periferiche essenziali del computer moderno.

L’inventore del mouse è Douglas Engelbart di professione informatico-inventore (ci sono ben 45 oggetti brevettati a suo nome) che iniziò a lavorare insieme a Bill English presso il SRI International’s Augmentation Research Center, al primo prototipo di mouse già nel 1964, formato da una scatola di legno e due rotelle di metallo che permettevano di muoverlo sugli assi cartesiani: l’idea iniziale in effetti era quella di un “indicatore di posizione X-Y per sistemi dotati di schermo”.

il primo prototipo di mouse inventato nel 1963 da douglas c engelbart

Il primo prototipo di mouse inventato nel 1963 da Douglas C. Engelbart

ApicGetty Images

Engelbart ricevette la conferma della registrazione del brevetto nel 1970, ma la sua vita commerciale iniziò nel 1981 (precisamente il 27 aprile 1981) accanto a un computer costosissimo (Xerox Star 8010 Information System) che morì presto, ma il mouse seppe sopravvivere perché era piccolo, comodo, portatile e soprattutto utile.

Il funzionamento del mouse è rimasto lo stesso nel tempo, con la capacità di rilevare il movimento bidimensionale rispetto a una superficie piana e riproporlo per un cursore a freccia sullo schermo del personal computer. Fu poi con il Macintosh nella metà degli anni 80 che il mouse divenne una periferica familiare, rendendolo successivamente accessibile anche sui PC che funzionavanao con Microsoft Windows.

E così arriviamo agli anni 90 in cui il mouse viene conosciuto anche dal grande pubblico. Un oggetto utilissimo, di design nelle sue varie forme e con una sua dimensione ludica: il mouse si chiama così perché il filo che usciva dalla parte inferiore ricordava una coda, rendendolo simile al roditore. Nel nostro viaggio degli oggetti tecnologici lo collochiamo negli anni 90 come sineddoche del primo boom dei personal computer negli uffici e nelle prime abitazioni.

L’evoluzione del mouse poi è piuttosto nota a tutti. Nel corso degli anni si sono succeduti vari forme: sferiche, a conca, a sviluppo verticale, per mancini etc… Negli anni zero arrivarono i mouse ottici, che sostituirono quelli meccanici, funzionanti con la luce infrarossa o a LED e infine negli anni zero con il laser. Poi nella parte superiore arrivò anche la rotellina di scorrimento superiore e la moltiplicazione dei tasti. Infine il taglio della coda del mouse, ovvero l’indipendenza dal cavo di collegamento al PC e la libertà della connessione senza fili: in pratica, il mouse wireless, che oggi rappresenta la regola.

Nonostante il proliferare di schermi touch e i touchpad dei computer portatili, il mouse rimane sempre un oggetto a cui continuiamo a voler bene.

uno dei primi computer apple con mouse

Uno dei primi computer Apple con mouse

BettmannGetty Images



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