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Filippo Cogliandro: la cucina insegna a vivere

Il cibo come ricordi di antiche ricette tramandate, legate al territorio e alle raccolte stagionali, ma anche a famiglia, tradizioni e soprattutto persone. A cosa serve la cucina? Un piacere di raccontare storie, di evocare la memoria e spiegare differenze culturali. È una disciplina, come la propone Filippo Cogliandro, chef e patron de l’Accademia a Reggio Calabria, che ridona alla cucina la centralità che merita nella vita civile. Senza dimenticare un importantissimo risvolto: il rapporto fra il “desiderio di capire” e la “passione di trasmettere” di chi cucina.

Filippo Cogliandro è un sognatore, un cuoco moderno e innamorato del suo lavoro e della sua Calabria. Una terra di ancestrale bellezza dove bisogna incontrare contadini, vignaioli, casari, ristoratori e lavorare a stretto contatto con il territorio e l’identità regionale, combinando innovative tecniche di cottura con i migliori ingredienti locali tradizionali. Filippo conosce le loro storie, il loro lavoro e poi lo racconta, perché la tavola è uno strumento d’inclusione straordinaria. Così Filippo, dalla terrazza della sua Accademia sente gli aromi, i suoni e le voci della gente e pensa al più grande dono che ha la Calabria, l’orgoglio per la ricchezza dei prodotti della sua terra.

Filippo non si arrende al Covid, studia, si informa e crea un menù nuovo, a base di pesce. Il suo progetto LA CENA DALÍ, ispirata dalle ricette gourmet di Salvador Dalì, in cui usa i prodotti della sua Calabria, i suoi sapori inconfondibili come la Liquirizia di Rossano, il Peperoncino Calabrese, il Cedro, lo zafferano di Motta San Giovanni,  il Bergamotto di Reggio Calabria, il Pesce Stocco di Cittanova e Mammola, il Pesce Spada di Bagnara, la Cipolla rossa di Tropea, le Patate della Sila e dell’Aspromonte, la Stroncatura, i vini autoctoni come il Bivongi e il Cirò, il primo DOC.

Filippo ama e usa l’Olio Ottobratico presidio Slow Food della piana di Gioia Tauro. Sulle colline gli ulivi accarezzano la sua terra e accompagnano la vista verso il mare. Una ricchezza che bisogna assolutamente proteggere, perché questi ulivi secolari continuano a regalare tutta la loro bellezza con la particolarità unica del tronco, che li trasforma in sculture. Filippo aspetta, perché il periodo del lockdown è una battaglia, un combattimento per costruire il futuro dell’oggi.

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Marina Greggio
Innamorata delle lingue e colleziono instancabilmente viaggi. Nel tempo libero scrivo, leggo, corro e mangio. Milano e Londra sono le mie due case, i due posti in cui il mio cuore si divide.

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