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differenze e tutto quello che c’è da sapere


Oggi si sente più parlare di slow age e di bellezza al naturale, ma va detto (e ammesso) che la medicina estetica non è mai stata tanto in salute, con agende dei professionisti strapiene di appuntamenti. Diversi analisti del settore hanno associato il boom di due procedure viso, ossia Botox e filler, al tristemente noto Zoom effect. Ricordate quando, in pieno lockdown e anche per molti mesi a venire, ci guardavamo attraverso la videocamera di Zoom (o simili programmi di videochat)? In quelle occasioni al piacere di vedere amici, parenti, addirittura colleghi, si mescolava l’ansia da inestetismi e il desiderio, appena gli studi di medicina estetica avessero riaperto le porte, di ritoccare qui e là rughe e svuotamenti. Ed eccoci giunte al focus del nostro articolo: filler e Botox, un confronto tra i due protocolli iniettivi amatissimi dai Millennials, e non solo. Lasciamo la parola all’esperta, per svelarne tutti i segreti.

botox vs filler le differenze spiegate dall'esperta

Matteo Valle/launchmetrics.com/spotlight

Filler vs Botox, a ognuno il suo obiettivo di bellezza

Come sottolinea la dottoressa Valentina Finotti, medico estetico e chirurgo plastico rigenerativo di Clinica Sotherga a Milano, “il filler consente di ripristinare in maniera naturale i volumi che si sono svuotati in seguito al passare del tempo. Lo svuotamento, insieme alla lassità cutanea, provoca la comparsa di rughe più o meno marcate. Per questa ragione andando con gli iniettivi di acido ialuronico di alta qualità a ripristinare i volumi in maniera personalizzata, si ottiene una distensione della pelle, con conseguente attenuazione delle rughe. Parliamo di materiale iniettato mediante aghi sottilissimi per ripristinare la perdita di volume o aumentare quello esistente, a seconda dell’inestetismo, della morfologia del viso, della condizione cutanea”. Altro discorso per la tossina botulinica, nota ai più con il nome commerciale di Botox. Spiega la dottoressa Finotti: “l’infiltrazione di tossina botulinica è indicata a chi mostra segni di stanchezza sulla parte alta del volto, detta terzo superiore, con inestetismi dati da rughe frontali, abbassamento del sopracciglio e zampe di gallina. La tossina botulinica, che altro non è che un farmaco, blocca in maniera temporanea e sempre in modo reversibile la contrattilità dei muscoli responsabili dei movimenti mimici della zona trattata. Dopo circa 4 giorni dal trattamento si apprezza un’espressione del viso fresca, più rilassata, il tutto senza perdere espressività. I risultati di filler e Botox tendono a durare dai 3 ai 5 mesi. Al termine di questo lasso di tempo si può considerare se proseguire con i trattamenti oppure no. Come in ogni cosa, si tratta di valorizzarsi senza mai perdere di vista l’aspetto naturale del proprio volto. Che poi è ciò che ci rende uniche”. Parole sante!

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