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Dal 2023 Goldman Sachs sposterà i suoi trader da Londra a Milano


Goldman Sachs ha deciso di trasferire alcuni dei suoi trader attivi sugli swap in euro da Londra a Milano. La notizia, diffusa da Bloomberg, riporta che i professionisti si trasferiranno all’inizio del prossimo anno e che saranno ingaggiati anche uno o due trader in più. Goldman non ha commentato, ma secondo le prime indiscrezioni, la maggior parte dei trader sarà spostato entro la fine di gennaio 2023.

Il gigante di Wall Street sta trasferendo il personale per potenziare gli uffici europei in seguito all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Attualmente l’istituto ha circa 80 dipendenti a Milano.

Un regime fiscale favorevole

Alcune delle maggiori banche del mondo hanno scelto di trasferire sempre più operatori da Londra a città europee come Parigi, Francoforte e Amsterdam. Milano, nonostante il regime contributivo favorevole per chi trasferisce il proprio reddito dall’estero, per ora ha beneficiato dei trasferimenti dal Regno Unito solo in una minima parte.

“A causa dei cambiamenti nel quadro normativo, Milano è ora favorevole per il mercato dei capitali”, ha detto Russell Clarke, partner di Figtree Search a Londra. Secondo quanto calcolato, alcuni professionisti con un alto reddito si stanno trasferendo a Milano, attratti da un trattamento fiscale favorevole. L’Italia consente ai nuovi residenti di pagare un’aliquota forfettaria di 100.000 euro sui profitti realizzati all’estero o di non pagare tasse fino al 70% del reddito.

Non solo Goldman Sachs

A maggio la Banca Centrale Europea ha dichiarato che gli istituti di credito che hanno delle unità nell’area dell’euro sono ancora troppo dipendenti dalle operazioni svolte al di fuori dell’Europa e ha rilevato che circa un quinto dei desk di trading esaminati “giustificava un’azione di vigilanza mirata”.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, anche JPMorgan Chase & Co, che ha circa 200 dipendenti in Italia, ha una parte di essi che si sono trasferiti dopo la Brexit. Così come Citi Group che ha visto crescere l’organico in Italia dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

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