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Come gestire la rabbia: consigli e strategie per renderla un’alleata


Ma come si fa allora a gestirla ed evitare che prenda potere su di noi? 

C’è chi preferisce reprimerla, come le persone remissive-passive, che per timore di esprimere i propri bisogni e per senso di colpa, ingoiano il rospo e trattengono la collera. In questo modo però, la alimentano dentro di sé e rischiano di ingigantirla ancora di più, somatizzandola anche a livello fisico, con dolori allo stomaco, gastriti e ulcere. Sul fronte opposto c’è chi invece dà libero sfogo alla sua rabbia, facendosi accecare da essa. Neanche questa è una soluzione efficace, perché invece di dosarla e usare al meglio questa energia, se ne è sopraffatti. Come fare allora a esprimere la rabbia in modo sano e corretto? Serve andare a vedere quali sono le sofferenze interiori che proviamo, le emozioni che si mascherano dietro la collera.

La rabbia può mascherare altre emozioni

Dietro la collera spesso si celano altre emozioni che creano dolore e tormento. Come un’armatura protettiva, la rabbia occulta e nasconde sotto la sua maschera stati emotivi con cui facciamo fatica a fare i conti, come la tristezza, la vergogna, la rassegnazione, la paura, il senso di colpa, il sentirsi inadeguati, ad esempio. Stati d’animo che deformano il modo in cui viviamo la vita e che non abbiamo il coraggio di guardare in faccia, così emergono sotto forma di rabbia. Eppure la chiave di svolta è proprio lì: prendere contatto con queste emozioni, che manifestano bisogni insoddisfatti e non riconosciuti, di cui la rabbia diventa megafono e portavoce. Togliere la maschera della rabbia e svelare quali sono le sofferenze che ci sono sotto, ci permette di capire perché reagiamo in modo impetuoso e quali sono le cause che la innescano. Un lavoro doloroso e faticoso, sì, ma liberatorio e salvifico allo stesso tempo. Perché non solo ci rende più consapevoli, ma permette di vivere la rabbia in modo nuovo, più assertivo, verbalizzandola anche in maniera più adeguata e dando agli altri la possibilità di comprenderci meglio quando ci arrabbiamo. E così la collera diventa più fluida, un’energia che costruisce invece che distruggere. Accettare e affrontare le frustrazioni, che innescano scatti di ira, tira fuori anche un atteggiamento più compassionevole verso sé stessi. E questo ci fa essere più gentili con noi, ma anche con gli altri, trovando modalità meno bellicose per confrontarsi in modo costruttivo.

Il lato positivo della rabbia

Tacciata di essere un’emozione solo negativa, in realtà la rabbia se svincolata dall’aggressività può avere dei risvolti positivi. Eccone alcuni:



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