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Combustibili alternativi e nuove tecnologie, così il gruppo Rina accelera la transizione ecologica nei mari


Articolo tratto dal numero di agosto 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Sostituire il diesel con un biocarburante, cambiare i generatori per adattarli meglio all’utilizzo effettivo della nave, passare all’illuminazione a Led, ridurre l’aria condizionata a bordo. Le soluzioni per favorire la transizione verso una nautica sostenibile sono numerose, oltre che necessarie a mitigare l’impatto ambientale. Anche perché il settore delle barche non ha risentito, anzi, ha trovato stimoli dalla pandemia.

E la quantità di yacht in mare, nei prossimi anni, molto probabilmente aumenterà. Secondo uno studio condotto da Superyacht Group, da gennaio a settembre del 2021 sono stati varati 200 nuovi yacht, rispetto ai 165 dello stesso periodo del 2019. E le vendite di imbarcazioni di lusso di lunghezza superiore ai 30 metri sono aumentate di oltre l’8%. 

L’ampia gamma di servizi di Rina

Tra i player che stanno contribuendo alla realizzazione di imbarcazioni più performanti, ma soprattutto più sostenibili, c’è Rina, un gruppo multinazionale fondato nel 1861 come società di classificazione navale che negli anni ’90 ha iniziato un processo di diversificazione. Oggi fornisce un’ampia gamma di servizi nei settori energia, marine, certificazione, real estate e infrastrutture, mobilità e industry. “La nostra attività si divide tra la classica certificazione e quella di consulenza ingegneristica”, afferma Paolo Moretti, ceo di Rina Services.

“Questo ci dà il grosso vantaggio di dominare le tecnologie man mano che nascono e ci offre la possibilità, attraverso un percorso di cross-fertilization, di applicarle in tutti i settori e presso tutti i clienti con cui lavoriamo. L’obiettivo di Rina è supportare gli stakeholder lungo tutta la catena di produzione del valore, con una forte focalizzazione sugli aspetti di transizione energetica, digitalizzazione e sostenibilità Esg”. 

Rina, lo studio di soluzioni ibride

Mutuando l’esperienza maturata su navi da passeggeri, principalmente navi da crociera, Rina sta sviluppando, insieme a progettisti, produttori e cantieri, soluzioni su misura per nuovi progetti e yacht in esercizio finalizzate all’utilizzo di combustibili alternativi come l’idrogeno, l’ammoniaca, il metanolo e nuove tecnologie come le fuel cell, le batterie, il fotovoltaico.

“Stiamo lavorando su questioni tecniche e costruttive per limitare emissioni di Co2, stiamo studiando delle soluzioni ibride che diano la possibilità di usare batterie per manovre in porto, o per stare in rada in zone sensibili, stiamo sperimentando la produzione a bordo di idrogeno per la generazione di energia elettrica quando lo yacht è fermo. I cantieri italiani sono all’avanguardia e anche nel settore della sostenibilità stiamo vedendo un numero crescente di prodotti sostenibili”.

Per dare una spinta importante alla transizione ecologica anche nei mari, è importante che l’innovazione arrivi da un gruppo come Rina. Qualche numero per comprendere l’esperienza e il peso di questo player nel mercato nautico: 533 milioni di euro di ricavi al 2021, oltre 4.600 dipendenti, 200 uffici in 70 paesi nel mondo, oltre 7mila navi mercantili e 1.100 yacht in classe.

“Seguiamo tutto il ciclo di vita di uno yacht, dall’approvazione dei disegni di un nuovo progetto per verificare la conformità alle norme applicabili alla sorveglianza in cantiere durante la costruzione, dalle visite a bordo per il mantenimento dei certificati durante l’esercizio dello yacht all’approvazione disegni e sorveglianza in cantiere durante i refitting” continua Moretti. “Rina, inoltre, effettua analisi di rumore e vibrazioni sullo yacht al fine di attuare le misure più adatte per un elevato livello di comfort a bordo. Tra l’altro, la società ha anche sviluppato un sistema di progettazione di alberatura e sartiame per yacht a vela in grado di dimensionarli e in modo da ottenere migliori prestazioni”.

Efficienza energetica, attenzione all’ambiente ma anche soluzioni digitali per delle prestazioni migliori e per il massimo livello di comfort a bordo. E l’uso di strumentazioni sempre più innovative richiede anche un’adeguata prevenzione dagli attacchi cyber, “per non compromettere il livello di sicurezza di settori strategici e sensibili quali la logistica e la navigazione. Un efficace piano di cyber security costituisce una necessità per l’industria tutta e, al tempo stesso, un’opportunità di crescita e di business anche nel comparto. Rina, a tal proposito, offre servizi di sicurezza informatica ad hoc, a seconda delle esigenze dello stakeholder”.

Un settore trainante

Degli aspetti che, se fino a qualche anno fa rimanevano appannaggio di una ristrettissima élite di clienti, oggi interessano una platea più ampia. Perché il Covid-19 e le relative restrizioni hanno stimolato non soltanto gli ordini di nuovi yacht, ma anche il noleggio di alcuni fermi da tempo. “Sulla nautica c’è stato un aumento della richiesta, come in tutti i beni di lusso. Sia dell’acquisto, sia del noleggio. È ritornato in voga il concetto di fare la vacanza con i familiari e gli amici in una situazione più intima, perché è percepita come più sicura”.

Una tendenza che non fa altro che alimentare il mercato di un settore che in Italia vale 6 miliardi di dollari e che, dopo la crisi finanziaria del 2008, ha ripreso a crescere senza sosta dal 2015. “Gli analisti prevedono una crescita del settore di oltre il 5% all’anno dal 2022 al 2027. L’Italia inoltre è il primo produttore di yacht al mondo e non dobbiamo dimenticarci che questo è un settore trainante perché non comprende solamente la costruzione di barche, ma si estende anche al loro utilizzo, quindi ai porti turistici, alle attività di manutenzione e al refitting delle imbarcazioni”.

Una transizione ecologica urgente

Sulla scia di un mercato in espansione e in virtù degli accordi di Parigi, per i quali si dovrà ridurre del 70% le emissioni per carico trasportato entro il 2050 e del 40% entro il 2030, Rina e la nautica in generale non possono fare altro che seguire il percorso dell’innovazione e della digitalizzazione in funzione di una transizione ecologica sempre più urgente.

“Ci troviamo a un bivio di fronte al quale non sappiamo ancora quale sia la soluzione tecnologica vincente. Abbiamo chiaro in mente dove vogliamo arrivare, tuttavia dobbiamo attendere che le innovazioni tecnologiche che oggi sono in via di sviluppo vengano rese disponibili su larga scala. L’idrogeno, per esempio, sarebbe perfetto, ma devono essere prima risolte le problematiche logistiche legate al suo trasporto perché possa essere utilizzato da un’ampia utenza nautica”.

Infatti può essere trasportato allo stato liquido a -250 gradi e per portarlo allo stato gassoso sono necessarie pressioni molto elevate. Nel frattempo Rina lavora per portare nell’immediato una maggiore efficienza nel design delle navi e nei sistemi per il controllo di consumo del combustibile. E spera di poter lavorare insieme all’intero ecosistema per trovare la soluzione per il futuro e incentivare questo percorso virtuoso verso le zero emissioni. 

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