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Colori primari e secondari | Elle Decor


Quando si arreda casa una delle scelte più difficili riguarda la scelta dei colori e come accostarli tra di loro per ottenere un risultato armonico e piacevole alla vista. Per cercare di fare chiarezza tra le mille sfumature di tonalità, è bene partire dalle basi e analizzare in che modo sono suddivisi i colori, che, per la loro natura, si distinguono in primari, secondari e terziari.

Quali sono i colori primari e secondari

I colori primari sono quei colori che nascono già puri e in quanto tali non possono essere ottenuti con nessun tipo di combinazione, motivo per cui si chiamano anche colori assoluti. Questi sono il rosso, in particolare il magenta, il giallo e il blu, nello specifico il blu ciano.

Questi sono i tre colori di base, dalla cui combinazione è possibile ottenere i colori secondari, e di conseguenza tutti gli altri colori presenti nella palette cromatica.

I colori secondari sono invece quei colori che nascono direttamente dalla mescolanza di due colori primari. Questi sono l’arancione, che si ottiene mescolando il giallo con il rosso, il verde, che si ottiene mescolando il giallo con il blu, e il viola che si ottiene mescolando il rosso con il blu.

Infine i colori terziari non sono altro che il risultato del mescolamento di un colore primario con uno secondario. In questo caso si possono ottenere molte più combinazioni che nello specifico, sono: giallo + arancione, rosso + arancione, rosso + viola, blu + viola, blu + verde e giallo + verde.

Il cerchio cromatico di Itten

È a Johannes Itten, pittore e designer svizzero esponente dell’importante movimento del Bauhaus che si deve la prima classificazione dei colori sulla base del loro aspetto estetico e comunicativo e la conseguente creazione del cerchio cromatico, uno strumento fondamentale che consente di visualizzare in maniera immediata e semplice i colori primari, secondari e terziari.

Al centro del cerchio si trovano tre colori primari; intorno ad essi, ci sono i tre colori secondari, ottenuti dalla mescolanza dei primari; nel cerchio esterno sono riportati i primari, i secondari e i terziari, questi ultimi ottenuti da ulteriori mescolanze. I colori complementari sono invece diametralmente opposti l’uno all’altro. Nel cerchio di Itten non sono inclusi il bianco e il nero, considerati “non colori”.

Come abbinare i colori seguendo gli schemi cromatici

Una volta comprese le diverse categorie di colori è bene sapere che esistono quattro schemi coloristici di base che forniscono un aiuto prezioso nell’accostare i colori nell’arredamento.

Lo schema del colore monocromatico si ottiene sfruttando un unico colore nelle sue diverse sfumature. Lo schema dei colori analoghi si ottiene scegliendo colori che sono vicini tra loro sulla ruota cromatica, ad esempio verde e blu, oppure rosso e rosa, o ancora blu e viola: questi abbinamenti di colori sono spesso ritrovabili in natura, il che ci permette di percepirli come armoniosi e calmanti.

Lo schema di colori complementari sfrutta, invece, colori che sono posizionati in senso opposto sulla ruota cromatica. I classici esempi sono rosso e verde, giallo e viola e blu e arancione.

Infine, lo schema di colori a triade mette in evidenza tre colori equidistanti sul cerchio cromatico, rappresentando una sorta di via di mezzo tra colori analoghi e complementari, ma permette di dare maggior movimento ottenendo un forte contrasto visivo. Un esempio viene dato, ad esempio, da giallo, blu e rosso. Per creare un abbinamento cromatico armonioso, uno dei colori dovrebbe essere il colore dominante, che andrà esaltato dall’accostamento con gli altri due colori.

Una delle regole più comuni alla base dell’interior design per quanto riguarda la scelta dei colori di un ambiente è quella del 60-30-10. Cosa significa? Prendendo tre colori, questi dovranno essere inseriti nell’ambiente seguendo una proporzione molto precisa, ovvero:

60% colore primario, 30% colore secondario, 10% colore accento.

Per fare un esempio classico, in una stanza il colore dominante sarà quello utilizzato per le pareti e i pavimenti, il colore secondario andrà a creare un contrasto ad esempio nella scelta dei mobili e dei tendaggi, mentre il colore d’accento consentirà di creare piccole macchie di colore e può essere scelto per soprammobili, vasi o lampadari.

I colori caldi e freddi

Oltre al corretto abbinamento cromatico, i colori rivestono un’importanza fondamentale per le sensazioni che suscitano: in questo senso i colori si dividono anche in colori caldi e freddi. I colori caldi, sono quelli che ricordano il calore del sole, sono particolarmente luminosi ed energici e generano una sensazione di accoglienza, stimolando la socialità. Tra questi troviamo il giallo, il rosso, l’arancione ma anche i colori neutri come il beige, il tortora e il rosa antico. Questa palette cromatica è particolarmente utilizzata per dipingere le pareti della zona giorno, come cucina e salotto. I colori freddi, al contrario, prendono spunto dalle sfumature marine e sono il blu, il verde e il viola. Questo spettro di colori è in grado di trasmettere una forte calma, concentrazione e serenità e per questo è il preferito per arredare stanze come lo studio e la camera da letto.



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