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Chi è BATTISTA, il designer italiano che porta i sogni negli abiti


Da dove nasce BATTISTA, da cosa prende ispirazione e in che modo si propone di comunicare alle generazioni future?

BATTISTA, il mio brand eponimo, è un progetto che io ho in mente fin da quando ero bambino. Al termine del mio percorso di studi non mi sentivo ancora pronto a lanciare un mio marchio e quindi ho costruito la mia esperienza lavorativa in diversi uffici stile milanesi. Durante la pandemia ho avuto tempo per riflettere molto e ho capito che avevo questa forte necessità creativa di dire la mia. È sicuramente una realtà estremamente embrionale ancora, perché faccio tutto in camera mia, fra ricami, stampe, confezioni, supportato solo a volte da una sarta esterna. Mi piace raccontare questa realtà attraverso degli scatti più editoriali piuttosto che il look fine a sé stesso. Ogni volta che esce una collezione, vado a raccontare una storia a livello visivo e creativo, cerco di fare entrare nel mio mondo le persone che si imbattono in BATTISTA e provo a farle sognare insieme a me.

La prima collezione raccontava di sogni ed emozioni lontane, l’immaginario di un mondo a sé stante. Come prosegue la narrazione di BATTISTA nel nuovo capitolo appena uscito?

Ho voluto raccontare la mia ambivalenza caratteriale. Da una parte molto romantico, forte ma anche dolce; dall’altra parte, come in questo secondo capitolo, sento questa forte malinconia. Fra pandemia, il lavoro di noi giovani, la guerra, siamo rimasti in una bolla che ha scaturito dei pensieri. È una visone del mio mondo in due fazioni, quella più eterea, prima, e quella più intima, riflessiva, enigmatica, di adesso. E quindi forse è per questo che è diventata una collezione un po’ più ruvida, soprattutto perché l’invernale secondo me ha sempre quell’aura malinconica, la palette colori è più austera, più polverosa, una nostalgia che si contrappone alla spensieratezza estiva.

BATTISTA autunno inverno 2023

BATTISTA autunno inverno 2023

BATTISTA autunno inverno 2023

Il nuovo video, creato da Matei Octav, racchiude ancora dei tratti sognanti ma più ruvidi rispetto a quello della scorsa collezione. Cosa hai voluto raccontare? Cosa rappresentano le rose?

Mi piace molto il mondo floreale, mi sto appassionando molto studiando diversi herbarium. La rosa rappresenta questa mia passione in primis, poi la ritroviamo anche nelle stampe di alcuni pezzi della collezione. Anche nella precedente collezione c’erano delle stampe floreali, fra rose stilizzate e fiori di campo. È un aspetto che vorrei portare avanti e che sento molto mio. Questa seconda collezione s’intitola inoltre “I fiori d’inverno”, proprio perché i fiori con la stagione fredda rimangono sotto la neve per poi sbocciare, quindi c’è questa idea del buio che vediamo come raccontavo prima anche nel concept e nella palette colori.





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