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Case vacanza, boom di vendite: +41%. Prezzo medio: 2.550 euro al mq


La casa vacanza come «gratificazione» familiare dopo angustie pandemiche e inquietudini belliche. Oltre che – ma in misura progressivamente minore – un investimento da mettere a reddito nel Paese del sole, del mare, delle città d’arte e di un’offerta turistica sportiva ed eno-gastronomica che si sta destagionalizzando velocemente.
Inflazione, stipendi bassi, venti di guerra, materie prime in impennata. Eppure, a continuare ad alimentare il mercato residenziale della seconda casa resiste la ricerca di un salto di qualità in termini di efficienza energetica, dotazioni accessorie (spazi verdi e altri comfort), prossimità ai servizi essenziali e distribuzione degli ambienti interni, in risposta alle inadeguatezze riscontrate nelle proprie prime case, tra metri quadrati e spazi ristretti.
«Si tratta di fenomeni destinati a non esaurirsi, a prescindere dall’evoluzione virale, conferendo alle dinamiche in atto tratti di robustezza e solidità, che solo la carenza di offerta e la selettività degli istituti di credito potrebbero scalfire. Se, infatti, la domanda immobiliare delle famiglie si dimostra poco sensibile alle evoluzioni macroeconomiche, l’ormai strutturale mancanza di prodotto da una parte, nonché il graduale irrigidimento dei criteri per la concessione dei finanziamenti dall’altra, possono contribuire ad arginarne l’esuberanza». Insomma, non la guerra o l’inflazione. Solo la mancanza di case belle e di qualità e la possibile stretta sui mutui da parte delle banche possono frenare l’entusiasmo per la casa vacanza in Italia.
Sono le conclusioni a cui è giunto l’Osservatorio nazionale immobiliare turistico 2022 di Fimaa-Confcommercio (la Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia), con la collaborazione di Nomisma, che ha monitorato l’andamento del mercato immobiliare di un panel di località turistiche in Italia, attraverso l’analisi dei dati di compravendite e locazioni di 141 località di mare e 76 di montagna e lago.

LE INTENZIONI

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L’ANDAMENTO DEI MUTUI

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Il mercato

Le compravendite di abitazioni nelle località turistiche sono aumentate del +41,1% nel 2021 (rispetto al 2020), con una intensità maggiore rispetto alla variazione media nazionale (+34%), e nel 2022 il prezzo medio per l’acquisto di un’abitazione turistica in Italia si attesta a 2.550 euro al metro quadro, con un trend dei prezzi di vendita delle case per vacanza in aumento, mediamente del 3,2% annuo.
In particolare, le località marine hanno fatto segnare +43,4%, quelle montane +35%, mentre quelle lacuali segnano un +29,6 per cento. La ripresa dei valori di mercato delle abitazioni riguarda tutte le località turistiche, seppure con intensità diverse. Le case vacanze in montagna e al lago mostrano l’incremento più elevato, con variazioni medie che oscillano tra +3,7% a +5%, mentre le abitazioni al mare presentano una variazione media più contenuta che si mantiene nel range tra +2,2% e +2,8 per cento.

«È proseguita, anche nella prima parte del 2022, la crescita del mercato immobiliare nelle località turistiche – ha affermato Luca Dondi, amministratore delegato di Nomisma –. Ad alimentarla è stata soprattutto l’esigenza delle famiglie italiane di privilegiare dopo la pandemia impieghi in grado di coniugare percezione di sicurezza e possibilità di godimento e gratificazione. Proprio quello che nell’immaginario collettivo rappresenta l’investimento immobiliare».

In cima alla classifica delle principali località turistiche – per quanto riguarda i prezzi massimi di compravendita di appartamenti top o nuovi – Madonna di Campiglio, con valori che raggiungono i 15mila euro al metro quadro, seguita da Forte dei Marmi e Capri con 14mila euro al metro quadro. A seguire, Cortina d’Ampezzo e Santa Margherita Ligure, con valori massimi compresi tra i 13mila e i 13.500 euro al metro quadrato.

Ma non c’è solo l’acquisto. Nel 2022, i canoni di locazione delle abitazioni segnano un +4,8% medio su base annua, in netto miglioramento rispetto al 2021, beneficiando della crescita dei flussi turistici. L’aumento ha interessato maggiormente le località marittime (+5,9% in media) e le località lacuali (+5,3%), mentre i canoni medi delle località di montagna registrano un aumento molto più contenuto (+1,1 per cento).



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